La Terapia Ormonale Sostitutiva in menopausa


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La British Menopause Society e la Women’s Health Concern hanno pubblicato online le linee guida 2013 sulla terapia ormonale sostitutiva in menopausa (TOS) . Queste linee guida si basano sostanzialmente sull’analisi di due studi. Il primo e’ il piu’ importante RCT finora effettuato sulla TOS, il noto Women’s Health Initiative (WHI), il secondo e’ lo studio osservazionale conosciuto come Million Women study.



Le donne dovrebbero ricevere un’ informazione completa sui rischi e sui benefici della TOS in modo da poter effettuare una scelta consapevole. La TOS dovrebbe essere individualizzata per quanto riguarda dosaggi e durata. Il medico dovrebbe effettuare una rivalutazione della terapia ogni anno. Non dovrebbe esserci un limite arbitrario di durata della TOS perche’ se e’ prescritta finche’ i sintomi persistono i benefici superano i rischi. Il rapporto benefici/rischi e’ favorevole se la TOS viene prescritta prima dei 60 anni. Se la paziente ha piu’ di 60 anni si dovrebbero usare basse dosi, preferibilmente per via transdermica. Nei casi di menopausa precoce la TOS dovrebbe essere presa in considerazione e prescritta fino all’eta’ in cui mediamente la donna entra in menopausa.

I fitoestrogeni possono dare beneficio sui sintomi e anche sugli apparati scheletrico e cardiovascolare. Che dire? Alcuni studi e alcune linee guida che suggeriscono che la terapia ormonale sostitutiva prescritta precocemente dopo la menopausa e comunque prima dei 60 anni non ha effetti cardiovascolari negativi. Le linee guida inglesi confermano quanto gia’ detto e possono essere, sia per i medici che per le donne, un’utile strumento da utilizzare qualora i sintomi menopausali siano di intensita’ tale da richiedere un trattamento farmacologico.

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