Poggiomarino ha un Piano di Emergenza di Protezione Civile. L’architetto Giuseppe Del Sorbo, incaricato di redigerlo, spiega: «Si tratta di uno strumento fondamentale, che permette di coordinare le attività e le procedure da adottare per fronteggiare un evento calamitoso atteso o in atto nel territorio comunale. Questo dovrebbe garantire una risposta efficiente ed efficace mediante l’impiego delle risorse disponibili e necessarie ad organizzare i primi interventi per prevenire, soccorrere e superare l’emergenza e favorire il ritorno alle normali condizioni di vita».
I pericoli da fronteggiare sul territorio comunale di Poggiomarino sono essenzialmente di due tipi: sismico/eruttivi ed idrogeologici, questi ultimi più marginali. Infatti, nella zona ad est del Comune, laddove il confine è delimitato dal fiume Sarno, c’è un basso rischio di esondazione. In parole povere quest’area, che ospita all’incirca 200 persone, è suscettibile a fenomeni di allagamento, ma rischia molto poco in termini di danni su insediamenti ed infrastrutture, al punto da non pregiudicare l’incolumità delle persone e l’agibilità degli edifici. Ancora meno rilevante il rischio di frane, che potrebbero interessare solo quella porzione di territorio esposto ad ovest, in direzione del Vesuvio, ma con una pericolosità talmente bassa da poter essere definita trascurabile.
Molto più preoccupanti gli scenari sismici o eruttivi. Com’è ormai noto, Poggiomarino è stato inserito tra i Comuni della zona rossa ed il suo territorio è stato suddiviso in due zone: “zona rossa 1” e “zona rossa 2”. La prima zona è rappresentata dall’area soggetta ad evacuazione della popolazione in caso di eruzione del Vesuvio, mentre per la seconda zona si prevedono interventi di mitigazione del rischio sui fabbricati esistenti con adeguati interventi sulle strutture di copertura in quanto, nella “zona rossa 2”, si ipotizza una pioggia di materiale piroclastico tra i 300 ed i 400 kg al metro quadro.
Nel Piano di Protezione Civile, il territorio comunale di Poggiomarino è stato suddiviso in quattro settori. All’interno degli stessi sono state individuate le aree di attesa e di ricovero della popolazione oltre che l’area di ammassamento soccorritori e risorse. Mentre le aree di attesa sono destinate ad accogliere la popolazione solo per alcune ore, per essere tempestivamente assistite e informate al verificarsi di un evento calamitoso, le aree di accoglienza si prefiggono di ospitare tendopoli o insediamenti abitativi di emergenza in grado di assicurare un ricovero di media e lunga durata per coloro che hanno dovuto abbandonare la propria abitazione.
Tra le aree individuate soltanto alcune, come l’Area Mercato, ad oggi sono già dotate di tutte le opere di urbanizzazione primaria necessarie, come allacci alla rete elettrica, idrica, fognaria e impianto di illuminazione. La maggior parte delle altre, invece, hanno solo le vie di accesso già esistenti, e quindi necessitano di interventi importanti. Il Piano auspica che, nel corso degli anni, si possano realizzare interventi finalizzati a rendere tali aree fruibili ed attrezzate, così da poter essere sfruttate dalla cittadinanza anche fuori dall’emergenza come aree sportive, spazi fieristici, sociali e parcheggi.
Antonio Boccia, assessore alla Protezione Civile e all’Ambiente, commenta con soddisfazione l’approvazione del Piano: «Era ormai uno strumento necessario ed indispensabile. A breve sarà predisposto un opuscolo informativo da distribuire alla cittadinanza al fine di far conoscere le informazioni contenute nel Piano Comunale di Protezione Civile ed ottimizzare le fasi di soccorso e di gestione delle emergenze in caso di calamità. Ovviamente il Piano è dinamico, il che significa che sarà adattabile e modificabile in base alle esigenze future».
Sempre di queste ore la notizia che la Provincia di Napoli ha accettato la richiesta di finanziamento presentata dall’assessorato all’ambiente, che porterà a Poggiomarino poco meno di 120mila euro che serviranno per la realizzazione di altre 2 case dell’acqua, si vocifera in zona Fornillo ed Area Mercato. Diplomaticamente, l’assessore Boccia chiosa: «Sarà l’amministrazione a stabilire dove saranno collocate».

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