Cinesi schiavizzati, retata e sequestri a Somma, Pollena e Poggiomarino


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Una palazzina abusiva, trasformata in fabbrica tessile e dormitorio dove lavoravano, ininterrottamente, cinque cinesi, è stata scoperta dai carabinieri a Somma Vesuviana. I militari hanno inoltre scoperto e sequestrato un altro opificio clandestino a Poggiomarino, ed un laboratorio tessile abusivo a Marigliano. In particolare, i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, hanno fatto irruzione in un immobile di due piani, realizzato abusivamente da una 50enne del posto. Al piano terra i militari hanno trovato 5 cittadini cinesi che stavano procedendo al confezionamento in serie di jeans nel corso di turni interminabili che si succedevano notte e giorno nel corso delle intere 24 ore, mentre al piano superiore, adibito a dormitorio, erano sistemati 16 letti.



I carabinieri hanno denunciato la donna ed i cinque cinesi, e sottoposto a sequestro l’intero immobile, del valore di circa 700mila euro, 3.000 jeans già pronti per l’immissione sul mercato e 10 macchine per cucire e 10 smacchiatrici di tessuti. A Marigliano, invece, i militari della stessa compagnia, hanno scoperto, grazie al ritrovamento di 23 sacchi con gli scarti di lavorazione, un laboratorio tessile gestito da due italiani, un 43enne di Pollena Trocchia e un 41enne di Somma Vesuviana. Il laboratorio era stato realizzato in uno scantinato di circa 150 metri quadrati, dove si tagliavano tessuti. Nel locale sono stati trovati 325 sacchi (del peso di circa 30 chili l’uno), un macchinario per il taglio di tessuti e vario materiale tessile pronto per la lavorazione. Il locale è stato sottoposto a sequestro così come il macchinario rinvenuto. Le 10 tonnellate di prodotti trovati sono stati consegnati agli organi preposti per il loro corretto smaltimento.

A Poggiomarino, infine, i carabinieri hanno scoperto un opificio clandestino, di circa 200 metri quadrati, gestito da un cinese, amministratore unico di una ditta per la produzione e il confezionamento di abbigliamento, che è stato denunciato per violazioni in materia di igiene e sicurezza. Nel locale c’erano tre lavoratori a nero, e 31 macchine per cucire e 5 sacchi contenenti scarti di lavorazione tessile in attesa di smaltimento. Al titolare sono state contestate decine violazioni per un totale di circa 250.000 euro.

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