Settecento fiaccole per la bonifica delle vasche di Pianillo e Fornillo e per dire “basta” agli allagamenti. Poggiomarino ha mostrato le unghie scendendo in piazza compatta contro il dramma ecologico e sociale. Il comitato “La Voce del Fornillo” ha ottenuto il primo risultato: riunire tutta la città sotto un’unica bandiera, in grado di fare sentire il proprio grido di dolore fino in Regione. Il corteo è partito proprio nei pressi del bacino di raccolta delle acque in via Fornillo, per poi snodarsi lungo viale Manzoni e via Roma, concludendosi in piazza De Marinis. Alla manifestazione hanno preso parte delegazioni del Comune di Striano e dei movimenti contro la seconda foce del Sarno, un altro progetto che rischia di spezzare lo sviluppo poggiomarinese.

Uniti nella marcia l’Amministrazione comunale, con a capo il sindaco Leo Annunziata, e le opposizioni cittadine: da Fi a Udc, passando per i partiti di tutto l’arco parlamentare ed movimenti civici. Densa anche la partecipazione dei fedeli della parrocchia di Sant’Antonio da Padova. Numerosi gli slogan scanditi e scritti su cartelloni e manifesti: “Arcadis = Regione: il vostro abbandono, la nostra umiliazione”, “Vasche – Allagamenti: pretendiamo interventi urgenti”. E ancora: “Bonifiche subito”, “Poggiomarino dice basta! I vostri ritardi: la nostra morte”, “Poggiomarino vuole vivere” e “Non rubate il nostro futuro”.

Dal palco il leader del comitato “La Voce del Fornillo”, Emiliano Capasso, ha urlato la rabbia di un’intera popolazione: «L’Arcadis e la Regione ci hanno preso in giro parlando di scadenze e opere fognarie da ultimare. Non è stato rispettato un solo patto e quella di stasera è soltanto la prima tappa di una lunga serie di iniziative. Stasera siamo tutti uniti, dalla maggioranza ai consiglieri di opposizione e fino a tutti i cittadini». Il sindaco Annunziata ha invece lanciato un ultimatum al governatore della Campania, Stefano Caldoro: «Siamo uomini di Stato, voglio un incontro con il presidente entro i prossimi 15 giorni. Altrimenti al sedicesimo giorno saremo in sit-in davanti al Palazzo della Regione». «Anche la Chiesa deve essere protagonista nella vita civile – ha detto il parroco don Aldo D’Andria – chi osserva da spettatore non vuole il bene della propria città e dei propri figli».

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