Sono trascorsi tre anni dai giorni della “rivolta della rotonda”, quando donne e uomini tentarono di fermare il passaggio dei camion dei veleni che entravano in Cava Sari. «Quelle donne e quegli uomini – si legge in una nota diffusa dai comitati – dopo aver subito la prepotenza della legge ingiusta che prescriveva un ulteriore stupro ambientale del loro territorio, assaggiarono, oltre il sapore acre dei gas lacrimogeni, anche la violenza dei manganelli sulle loro ossa. Lo Stato aveva deciso di attaccare chi provava ad alzare la voce per il proprio diritto alla salute e alla vita. In quei giorni anche le coscienze più assopite, si risvegliarono e decisero di resistere».

Sono trascorsi tre anni, e quel “mostro ecologico” di Cava Sari2, ormai fermo, ma che con le sue radici malate continua a inquinare le loro vite, insieme ad altri ecomostri presenti sul territorio, è lì a ricordare alle coscienze che si può non dimenticare. Con questo evento la cittadinanza terzignese, ma anche quella di Boscoreale e degli altri comuni vesuviani, viene invitata dagli attivisti a «non dimenticare quanto accaduto, ma soprattutto a prendere coscienza di quanto questo pesi e peserà ancora sulle loro vite. Una presa di coscienza collettiva, forse tutta ancora da costruire, che possa impedire che quanto accaduto in passato non si verifichi mai più».

L’appuntamento è per il 24 novembre 2013 a Terzigno, in piazza Troiano Caracciolo del Sole, presso il salone delle suore Salesiane. Dalle 10 alle 20,30 ci sarà mostra multimediale in ricordo degli scontri di Terzigno-Boscoreale contro la “vergogna di Stato”, la discarica Sari e la Cava Vitiello. Foto, video, immagini che parlano, senza altre parole. «L’evento – dichiarano gli organizzatori – deve essere lo spunto per una presa di coscienza collettiva forse tutta ancora da costruire, perché quello che è accaduto, non succeda mai più. Il silenzio sceso su Terzigno, dal 2010 ad oggi, è più spaventoso e pericoloso dei gas lacrimogeni e dei manganelli di Stato».

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