Ci sarebbe una relazione “segreta” dell’Arpac, eseguita sulle falde acquifere di Terzigno, in cui si dice che sono presenti livelli elevati di sostanze cancerogene. Tutto, nemmeno a dirlo, dovuto all’ex discarica di cava Sari. A rivelarlo è il giornalista Vincenzo Iurillo in un’inchiesta pubblicata stamani su “Il Fatto Quotidiano”. Il cronista ha infatti ascoltato l’avvocato ambientalista Maria Rosaria Esposito che è riuscita ad entrare in possesso della documentazione finita già a maggio sulle scrivanie del settore Ecologia della Giunta regionale, del Comune di Terzigno e del gruppo che gestiva l’invaso formato da Asìa e Ecodeco.

Le sostanze incriminate sono il tricloropropano e il dibromoetano, entrambe fortemente tossiche ed in grado di causare tumori. I limiti, nelle falde acquifere, vengono superati moltissime volte secondo la relazione ottenuta dal legale e pubblicata da “Il Fatto Quotidiano”. Durissima la reazione dell’avvocato Esposito: «Il Comune di Terzigno e la Regione Campania sanno da maggio che c’è un problema di grave inquinamento delle falde acquifere e tutto tace, mentre la popolazione non sa e non deve sapere».

Iurillo ricorda infine la prima relazione tossicologica, quella diffusa pubblicamente in cui si parlava di sforamenti per quanto riguarda i parametri di fluoruri, ferro e manganese. Sostanze che tuttavia possono essere giustificate con l’origine vulcanica dell’area.

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