Ironia, sangue, action: Machete è tornato, per la gioia (non solo) dei fan


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Un ex agente federale, Machete, viene ingaggiato dal presidente degli Stati Uniti per eliminare il pericoloso criminale Mendez, che ha deciso di spedire un missile su Washington collegandoselo direttamente al cuore: se muore lui, salta in aria la città. Machete cattura Mendez e parte per un viaggio lungo tutto il Messico, fino al confine USA per rintracciare chi può disinnescare il congegno. In realtà dietro c’è un progetto molto più intrigato di quanto ci si aspettasse.



E così, per la gioia dei milioni di fan sparsi in tutto il mondo, l’indistruttibile Machete torna al cinema, con Machete Kills, secondo capitolo dedicato al personaggio nato da un (finto) trailer all’interno dell’episodio Planet Terror nel film Grindhouse. Alla guida di questo ottovolante pulp di sangue (a fiumi), violenza, belle donne e frasi cult, c’è di nuovo il pupillo di Tarantino, lo scatenato Robert Rodriguez, che, come sempre, vuol fare tutto da solo. E se nelle prime pellicole era per questioni di “economia”, qui il regista, oltre a dirigere, decide di curare soggetto (insieme al fratello Marcel), montaggio, fotografia, colonna sonora (con Carl Thiel) e produzione, magari (ma non solo) anche per riempire il film di decine di citazioni (da Guerre Stellari a Matrix, da Buried a Non è un paese per vecchi), autocitazioni (si respirano le atmosfere di Grindhouse e Sin City) e giocare con tutti i generi cinematografici (ironicamente o meno), e lanciare, ancora una volta con enorme efficacia, le sue frecciate alle mega produzioni americane. Per la serie: voi spendete milioni per fare film d’azione banali e ripetitivi, io invece mi diverto, spendo poco e faccio incassi con (e non solo) il pubblico affezionato. In effetti l’ironia e la violenza sono i motori fondamentali del film dedicato al personaggio incarnato dal granitico  Danny Trejo e lo si capisce fin dai primi minuti del film, dopo il fantastico (finto) trailer di Machete Kills Again in Space, le danze si aprono a suon di mitra spianati e teste mozzate a colpi di machete. Si sorride sul pulp, si ci diverte, restando fedeli alla linea della sceneggiatura, curata da Kyle Ward, (fin troppo) scontata, che strizza l’occhio ad ogni singolo film dell’artigiano di Hollywood, Roger Corman ma che, in realtà, serve a innescare le scene trash o sanguinolente con le frasi (già cult) di Trejo, e che regalano anche perle di pura bellezza, come il dialogo (in pieno stile Tarantino) tra il barista e il killer Camaleon. Azzeccate e divertenti, sotto questo punto di vista, le scelte attoriali, che mettono in scena un mix di personaggi folli, surreali, ironici ma tremendamente convincenti: Charlie Sheen (è il Presidente USA, qui per la prima volta col suo vero nome Carlos Estevez), Mel Gibson (nel suo ruolo più cattivo di sempre e pronto a diventare personaggio cult della serie), Lady Gaga (sexy e convincente nel mettere in scena la sua Jessica Rabbit killer) e Cuba Gooding Jr. (entrambi danno volto al singolare e straordinario personaggio del killer Camaleon), Demian Bichir (è il bipolare Mendez), Amber Heard (bella e bastarda), William Sadler e Sofia Vergara; senza contare i camei o i protagonisti già visti nel precedente Machete, del 2010, di cui la pellicola è piena: Antonio Banderas, Jessica Alba, Michelle Rodriguez, Tom Savini e tanti altri. Un plauso anche allo staff che ha curato le armi e i costumi del film: resteranno nella mente di tanti il machete trilama, le pistole fantascientifiche che spappolano corpi e i fenomenali reggiseno e tanga che sparano proiettili. Un film che dietro il suo spettacolo trash lancia segnali sulla difficoltà di distinguere il Bene dal Male, con Machete (cattivo da sempre nei film di Rodriguez) che in realtà è (costretto) ad essere buono e i suoi nemici che fanno il contrario. Senza contare i riferimenti che chiamano in ballo il cinema americano vs. quello orientale (machete contro katana) o l’utilizzo del Vecchio (un “semplice” machete) preferito al Nuovo (le armi fantascientifiche e complicate), metafora della bellezza e semplicità del cinema di una volta, fatto (non solo) per divertirsi, contrapposto a quello odierno, pieno, forse troppo, di effetti visivi. E il climax è proprio lì, nell’uccisione di Miss San Antonio (la Heard) da parte della “cieca” Rodriguez, proprio con la sua corona sfavillante: probabilmente di questo passo lo “splendore” (apparente) del nuovo cinema finirà per uccidere se stesso e auto fagocitarsi. Ma riflessioni a parte, Machete Kills, è, innanzitutto, un film da vedere, che convince e diverte non solo gi appassionati del genere, ma che, per via dell’invasione checcozaloniana nelle sale, è stato distribuito pochissimo. Un vero peccato. Speriamo che Machete ci vendichi nel prossimo capitolo, che sarà, sicuramente, (ancora più) spaziale e (probabilmente) non l’ultimo.

Potrete vedere Machete Kills in queste sale:

NAPOLI

Metropolitan

NOLA

The Space Cinema Vulcano Buono

AFRAGOLA

Happy Maxicinema

CASORIA

Uci Cinemas

SALERNO

The Space Cinema Salerno

machetekillsimmagine

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