Nonostante molte delle amministrazioni comunali coinvolte avessero messo nero su bianco il loro secco “no”, la Regione Campania e l’Arcadis non intendono sentire ragioni a riguardo del “Progetto Grande Sarno”. E da definitivo il megaintervento si trasforma in esecutivo. La notizia è pubblicata, infatti, sul Burc regionale di questa mattina. Dunque, via libera agli espropri di terreni per la realizzazione delle vasche di laminazione che serviranno a raccogliere le acqua del fiume più inquinato d’Europa.

L’area prescelta per costruire i grandi bacini è compresa tra le città di Poggiomarino, Striano e San Valentino Torio ed è in prossimità degli scavi archeologici di Longola, appena finanziati sempre da Palazzo Santa Lucia. Ed è proprio a riguardo dei reperti di enorme valore che le città interessate avevano espresso un forte dissenso contro un’opera, quella del Grande Sarno, considerata invasiva e pressoché inutile oltre che deturpante per l’area che si accinge a diventare di forte attrazione turistica.

Proteste erano arrivate anche dai proprietari terrieri che si vedranno espropriati dei loro possedimenti in una zona importante dal punto di vista agricolo. Insomma, con il progetto diventato esecutivo non resta che la lotta per evitare quella che molti considerano un depauperamento del territorio e che vedrà soccombere alcuni comuni per “liberare” altri dalle acque del fiume.

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