Non si è ancora spento l’eco della megatruffa relativa ai falsi incidente e che vede indagate 401. Secondo gli inquirenti, infatti, a coordinare questa gigantesca macchina erano quattro gruppi di avvocati: Antonio e Massimo Muto di Nola; Pierluigi Severino e Luigi Esposito, residenti Lauro, nell’Avellinese, ed a Marigliano; Nunzio Cerciello, Marco Coppola e Maria Cristina De Vivo, tutti di Somma Vesuviana; e Rossella Ranieri di San Giuseppe Vesuviano.

Gli investigatori escludono interessi o coperture della camorra locale nell’affaire. Tranne che per i precedenti di un soggetto indagato, che risulta collegato alle cosche nolane, non ci sono piste o indizi che possano portare a investigare in questa direzione. Piuttosto, è probabile che un nuovo filone giudiziario possa innescarsi, a latere di quest’inchiesta, sul ruolo dei giudici di pace nella liquidazione dei falsi sinistri.

E se davvero ci fosse qualcosa, non se ne occuperebbe comunque la Procura di Nola che dovrebbe passare il fascicolo ad altro ufficio giudiziario competente a indagare sui magistrati del circondario.

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