La scorsa settimana abbiamo incontrato in pieno centro cittadino una persona, un signore sulla sessantina appena sceso da un autobus proveniente da Napoli. Il signore, un po’ spaesato e con accento settentrionale mi chiamava per avere informazioni. Mi spiegava che era giunto a San Gennaro direttamente da Omegna, graziosa cittadina affacciata sul Lago d’Orta, con l’intento di fare una sorpresa ad un suo cugino sangennarese, pertanto doveva recarsi in via “Vacca Vecchia”, dove abita il suo parente.

Ci chiedeva dunque, non avendo visto un minimo di cartellonistica con indicazioni stradali, quale direzione prendere per raggiungere la destinazione finale. Capendo le difficoltà dell’uomo, non davamo suggerimenti che avrebbero potuto confonderlo ancora di più, così mi rendevo disponibile e lo accompagnavo personalmente.

Durante il tragitto abbiamo scoperto che il signor Francesco, mai stato prima a San Gennaro, era convinto che l’autobus lo aveva fermato in “Piazza Mercato”, perché suo cugino gli ha sempre raccontato che lì si svolgeva fino a pochi anni fa il mercato settimanale. Sorridendo gli facevamo notare che quella piazza ha un nome più bello, il nome di una regina: è Piazza Regina Margherita. Se ci fosse stato un cartello con il nominativo della piazza, l’anziano non si sarebbe mai confuso. Gli abbiamo fatto notare anche che prima di arrivare in via “Vacca Vecchia” abbiamo attraversato il centro storico percorrendo via Roma e subito dopo via Ottaviano. La persona che accompagnavamo guardava più volte a destra e a sinistra, forse in cerca del nome della strada ma niente, vedeva solo qualche anticato numero plastificato ingiallito e talvolta spaccato, con sotto il nome piccolissimo della strada.

Giunti in via “vacca vecchia” il signor Francesco poteva finalmente chiamare con il cellulare suo cugino che poco dopo ci veniva incontro. Dopo il lungo viaggio la sorpresa era consumata. Per il signor Francesco sicuramente sorpresa doppia, dopo aver constatato la mancanza di indicazioni di nomi sulla maggior parte delle strade di San Gennaro Vesuviano. Pochissime infatti le strade con indicazioni degne (peraltro tutte diverse nello stile!) e talvolta poco visibili.

Detto di questa grave mancanza, che come visto è causa di disagi e imbarazzo (come non ricordare gli innumerevoli errori di corrispondenza? Proviamo a metterci nei panni di un nuovo portalettere in servizio il primo giorno a San Gennaro) il punto dolente è anche un altro. A San Gennaro molte strade mantengono ancora dei nomi vecchi, strani e poco eleganti. Insomma da cambiare e al più presto. Nel 2013, ancora nomi come via “vacca vecchia”, via “infarinati”, via “pollieri”, via “cicella”, via “miccarielli”; l’elenco è lungo e potrebbe continuare. Sicuramente questi nomi hanno la loro storia, ma ci si chiede quale sia il significato che essi hanno attualmente.

Insomma, è il momento di cambiare, ridando nuova denominazione alle tante arterie cittadine, avviando un serio progetto di revisione della toponomastica, confermando quei pochi nomi che ricordano persone (via Tenente Biagio Cozzolino, via Suor Maria Luigia Velotti) o luoghi (via Napoli, via Roma, via Nola).

Sono tante le personalità cittadine, ma anche nazionali e ancora date storiche cui potrebbero essere dedicate strade, ricordando però questa volta di provvedere alla collocazione di apposite insegne toponomastiche stradali, quelle piccole rettangolari, con tanto di indicazione in ogni angolo del paese che ancora oggi, nell’anno 2013, mancano a San Gennaro Vesuviano.

Via Suor Maria Luigia Velotti