Home Notizie Casa dell’acqua, bagarre in Consiglio sull’occupazione del suolo e sulla salubrità

Casa dell’acqua, bagarre in Consiglio sull’occupazione del suolo e sulla salubrità

In consiglio comunale scoppia la polemica sulle Case dell’acqua, i distributori pubblici di acqua che, grazie a prezzi concorrenziali, stanno riscuotendo grande successo tra i cittadini di Poggiomarino. La società che gestisce le due strutture, infatti,  non paga l’occupazione di suolo pubblico. A scoprirlo è stato il consigliere di minoranza (in quota Udc e componente del movimento “Idee in movimento”) Andrea Forno, che ha presentato un’interrogazione in consiglio comunale.

Gli esponenti della maggioranza hanno ammesso che la società che gestisce le due Case dell’acqua (una sta ai giardini pubblici di via Nuova San Marzano, l’altra a Flocco) non paga la tassa e che, nei prossimi giorni, sarà avviata un’istruttoria da parte degli uffici comunali per verificare se essa è dovuta. Forno ha anche posto l’accento sui controlli relativi alla qualità dell’acqua: «Sono necessari e deve farli la società che gestisce il servizio». Replica del vicesindaco Giuseppe Annunziata: «Le case dell’acqua sul nostro territorio sono dotate di un piano di autocontrollo e sono soggette a periodici controlli da parte del personale Asl. Eventuali anomalie riscontrate da parte dell’azienda sanitaria locale, sarebbero comunicate immediatamente al Comune previa chiusura del sito così come avviene per le fontane pubbliche e per i punti di controllo istallati dalla Gori su tutto il territorio comunale».

La cifra da pagare per l’occupazione del suolo pubblico non è alta: circa 50 euro, come fanno sapere dall’amministrazione comunale. Ma Forno aggiunge: «La gestione del servizio, che pure è utile, presenta una serie di criticità che ci è sembrato doveroso sottolineare».

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