Truffe a negozianti, sgominata gang di falsi carabinieri: retata e 17 arresti

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Fingeva di essere un maresciallo dei Carabinieri o della Guardia di Finanza. Talvolta anche un medico del pronto soccorso o ancora un colonnello dell’Esercito. E tra le sue “maschere” c’erano anche quelle dell’immobiliarista, venditore di autovetture, allevatore di cavalli, chirurgo, guardia giurata, avvocato, commerciante di carni all’ingrosso o funzionario della Sda Express Courier; il tutto per guadagnarsi la fiducia cieca del proprio interlocutore telefonico. In realtà Luigi Intrepido, 30 anni, nativo di Lecce ma residente a Boscoreale, non svolgeva nessuno di questi mestieri; era solo a capo di un’organizzazione di truffatori sgominata dai carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata. I militari, infatti, hanno applicato 17 misure cautelari ad altrettanti indagati. In 11 sono finiti in carcere, quattro ai domiciliari e due sono sottoposti all’obbligo di firma. L’accusa per tutti è di associazione a delinquere, operante su tutto il territorio nazionale, finalizzata alla commissione di truffe, sostituzione di persona, indebito utilizzo di carte di credito e falsità ideologica commessa da privato.

Vittime delle truffe tabaccai, edicolanti e benzinai, tutti gestori di esercizi commerciali che fornivano il servizio di ricariche online. La scusa che Intrepido ed i suoi più stretti collaboratori, Salvatore Balzano, detto “Tore o popolo”, 29 anni, di Gragnano, e Giuseppina Battimo, 40enne, Giovanna La Pietra, 32 anni, e a Antille, 28 anni – tutte di Torre Annunziata, Boscoreale e di altre località del Vesuviano – utilizzavano al telefono con le vittime era sempre la stessa: «Ho un acquisto urgente da fare online di un biglietto ferroviario», oppure «devo pagare entro pochi minuti una tassa in scadenza, puoi ricaricarmi la postepay del seguente numero. Tempo 10 minuti e vengo a portarti i soldi liquidi». Il pagamento delle ricariche online effettuate però non verrà mai onorato, mentre i soldi accreditati erano in pochi minuti prelevati dai titolari delle diverse carte di credito e consegnati ai capi della banda. Circa 1.400 gli episodi di truffa portati a segno dall’organizzazione che i carabinieri della stazione di Boscoreale hanno accertato su tutto il territorio nazionale, la metà dei quali commessi in soli 4 mesi, dal novembre 2012 all’aprile 2013, periodo nel quale i militari dell’Arma sono riusciti anche ad impedire altre truffe per oltre 200.000 euro, allertando molti esercenti già avvicinati dai truffatori.

In ogni transazione Intrepido e company sono riusciti a farsi accreditare anche cifre che superavano i mille euro senza che l’interlocutore di turno sospettasse lontanamente della truffa che si stava consumando ai loro danni. Le attività investigative, coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, si sono avvalse anche di intercettazioni telefoniche e filmati dei circuiti di sorveglianza dei diversi esercizi commerciali, nei quali venivano consumate le truffe, e degli sportelli bancari, dove i truffatori andavano poi a prelevare il contante. Immagini e conversazioni inequivocabili dove era chiaro il modus operandi della banda nella quale Intrepido, Balzano e Battimo svolgevano i ruoli di capi e gli altri, a vario titolo di complici e prestanomi. Secondo quando accertato dagli investigatori, le truffe perpetrate garantivano al sodalizio criminale un guadagno superiore ai 30.000 euro mensili.

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