Home Rubriche L'inquadratura perfetta Stallone & Schwarzenegger: muscoli e sbarre per la nuova frontiera dell’action

Stallone & Schwarzenegger: muscoli e sbarre per la nuova frontiera dell’action

Un ex avvocato, per vivere, evade dalle prigioni di massima sicurezza di tutto il globo per testarne i dispositivi di fuga. Gli viene commissionato un lavoro da una società sconosciuta e spedito nel penitenziario denominato La Tomba, noto per essere la “prigione perfetta”. In realtà è un piano per eliminarlo e far evadere pesci più grossi.

Sarà stata la bella prova data negli ultimi due capitoli de I mercenari, sarà stata la loro nota amicizia, la coppia Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger torna nei cinema, stavolta da protagonisti assoluti, con Escape Plan-Fuga dall’Inferno, diretti da Mikael Håfström. Il regista svedese, noto a pochi, è dietro a molte pellicole di genere di discreta fattura, come la bella trasposizione del racconto 1408 di Stephen King. In realtà, i trascorsi delle “sfide” tra due attori di spessore (e non badate ai giochi di parole) si è sempre conclusa con risultati non eccellenti: ripensiamo all’interessante Heat-La sfida con la coppia Pacino-De Niro, o, sempre con Pacino, Insomnia, con Robin Williams. Anche stavolta, la musica non cambia e, oltre ai muscoli delle due star protagoniste, tutto si ferma al prevedibile e fin troppo scontato; ma diciamocelo, c’era da aspettarselo, anche se, ad ogni escape-movie si attende il colpo di genio, che, nel soggetto, scritto da Miles Chapman, non arriva se non nel finale (quasi a sorpresa). A tenere il film a galla non ci riesce nemmeno la sceneggiatura, scritta, oltre che da Chapman, anche da Jason Keller, produttore, tra l’altro, di un progetto simile a questo, Die Hard-Un buon giorno per morire con Bruce Willis. Ed è proprio il vecchio Bruce che doveva comparire in questa pellicola, ma, dopo la sua rinuncia, la produzione optò prima per Schwarzy, poi per Stallone e poi, sotto suggerimento dell’ex Rocky, per la coppia. Insomma una pellicola travagliata, che comunque non deluderà tutti gli appassionati dell’action e dei film “dedicati” ai penitenziari, per questa strana abilità di riunire momenti di pura azione, lotta e congegni strabilianti, a strani (e surreali) siparietti (pseudo) comici.

La regia però tiene bene il ritmo, rimanendo nell’ombra di molti film di genere (facciamo due esempi: Fuga da Alcatraz e Le ali della libertà, al quale, in parte, si ispira il personaggio di Schwarzenegger); la location della prigione ipertecnologica è interessante (e questo fattore forse andava più sfruttato) a contrasto di altre location (si veda lo studio medico) quasi da sitcom. Ma il regista doveva portare a casa un film fatto a misura dei due colossi del cinema d’azione, che, forse azzardiamo, stanno, lentamente, dando “nuova linfa” al genere. Tutti li davano per spacciati, finiti, sull’orlo del fallimento (non solo a livello cinematografico, ma anche fisico, visto che sembrano quasi zoppicare per tutto il film) e invece prima Sly (con la ripresa delle serie di Rambo, Rocky e I mercenari) e poi Schwarzy (prima uscendo dalla politica e poi recitando in The Last Stand-L’ultima sfida) hanno dimostrato che il genere dei muscoli (e stavolta) molto cervello e tanta fortuna, hanno modo di tornare a mietere successi nelle sale cinematografiche. Che, in effetti, è lo stesso destino dei protagonisti di Escape Plan: persone di cui il mondo vuole o cerca di dimenticarsi, ma che riescono, soprattutto con il loro ingegno e i loro muscoli, a tornare e a rifarsi vivi; e non è un caso infatti che la prigione dalla quale evadono si chiami proprio “la tomba”. E se ci mettiamo anche il classico riferimento “politically correct”, dove il prigioniero arabo diventa amico di quelli americani (che nel finale gli dicono “Sei una brava persona”), le metafore sono servite su un piatto d’argento. Insomma un film che avrà fortuna nel mercato dell’home video e che diventerà “il” cult tra due mastodontici dell’action movie, ma che convincono poco davanti a questa loro inedita collaborazione, fatta per gli appassionati e troppo appoggiata sull’interpretazione “monoespressiva” di Stallone. Convince Jim Caviezel (era il Cristo de La passione di Mel Gibson) nel ruolo del cattivone di turno e di meno il povero Sam Neill, invischiato, così come gli altri comprimari (Vincent D’Onofrio o il rapper 50 Cent), in personaggi senza un minimo di spessore narrativo o psicologico, usati come appoggio alle mirabolanti imprese dell’ingegnosissimo Stallone. Onore a lui (e non solo), che, come si accennava, con le sue ultima produzioni cinematografiche, (ri)porta spettatori nelle sale, con il vecchio motto “Sparo a tutto ciò che si muove”. Solo che ora, grazie alla Computer Graphic, il genere acquista nuovi sbocchi immaginativi.

 

Potrete vedere Escape Plan-Fuga dall’Inferno in queste sale:

NAPOLI

Delle Palme Multisala

Med Maxicinema The Space Cinema

Modernissimo

NOLA

The Space Cinema Vulcano Buono

AFRAGOLA

Happy Maxicinema

CASORIA

Uci Cinemas

SALERNO

The Space Cinema Salerno

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