È un delitto rimasto sempre misterioso, a partire dal movente e dai mandanti. Ma uno spiraglio di luce si è aperto con le dichiarazioni di un pentito che nel passato da camorrista “lavorava” per i Sarno di Ponticelli: Carmine Giordano, classe 1974 di Sant’Anastasia. «Ho materialmente partecipato solo all’omicidio Gonzales, ma ho fatto parte anche di altre azioni militari, in cui però non ci sono stati morti», mise a verbale il 4 novembre 2011 il collaboratore di giustizia. Una notizia giornalisticamente inedita. Il Gonzales al quale ha fatto riferimento Carmine Giordano è Vincenzo Gonzales, ucciso il 14 maggio 2003. Era un periodo di guerra tra i Sarno, cui risultava legata la vittima, e i De Luca Bossa, forti soprattutto a Cercola. La morte gli cancellò un problema giudiziario: aveva appena ricevuto un avviso di garanzia per l’omicidio di Silvio Scarpati, vicino agli uomini di “Tonino ‘o sicco”, ed era stato sottoposto per questo a un’ispezione corporale e all’esame del Dna.

Infatti Vincenzo Gonzales a dicembre dell’anno precedente era ancora in ottimi rapporti con il gruppo di rione De Gasperi. E, secondo l’ipotesi accusatoria formulata nei suoi confronti dal pm Giovanni Corona, potrebbe aver fatto parte del commando che entrò in azione il 12 dicembre dell’anno scorso in via Bartolo Longo. In quell’occasione ci fu un conflitto a fuoco tra la polizia e i killer, culminato nel ferimento di uno di questi ultimi. Ecco perché a distanza di mesi, quando i sospetti si erano appuntati su di lui, fu controllato e venne fuori che aveva una ferita alla spalla compatibile con quella vicenda.  Da voci confidenziali raccolte dagli 007, Vincenzo Gonzales andava dicendo in giro che Cercola era sua: intendendo nel più classico dei linguaggi malavitosi, che ormai controllava da solo gli affari malavitosi nella cittadina vesuviana e non era più soggetto all’influenza del clan Sarno di Ponticelli.

Ecco perché, secondo quanto emerge dalle dichiarazioni del pentito Carmine Giordano, fu ammazzato. Non c’entrerebbe la guerra con i De Luca Bossa (gruppo nel quale non aveva mai militato), ma semplicemente il suo desiderio di diventare un boss. Tanto che pur essendosi praticamente trasferito a Cercola andava quasi sempre a dormire nel rione De Gasperi, dove risiedono alcuni congiunti, ma da diversi mesi non partecipava alle riunioni con i vecchi amici. Dunque, la pista più seguita da carabinieri e polizia per l’omicidio di Gonzales conduce dopo le dichiarazioni del pentito a un’epurazione interna.

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