Aspirante vedovo: quando la commedia (quasi noir) si tinge di remake


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Un imprenditore fallito è sposato con una donna d’affari ricchissima. Un incidente aereo all’estero fa pensare alla morte di lei e l’uomo si ritrova milionario, allestendo un funerale “ad effetto”. In effetti la donna è viva e vegeta e torna a casa dopo tre giorni di bagordi. L’uomo decide così, dopo un esaurimento nervoso, di provare ad ammazzarla sul serio, con l’aiuto di due suoi fidati complici.



Anche l’Italia inizia a tingersi di operazioni remake a destra e manca. Stiamo parlando di  Aspirante vedovo, nuovo lavoro diretto da Massimo Venier (noto ai più per aver diretto i film di Aldo, Giovanni e Giacomo), ma rifacimento di un film del 1967, diretto da Dino Risi, intitolato Il vedovo. Nel ruolo principale del povero Nardi, c’era, all’epoca, un mastodontico Alberto Sordi e nei panni della sua odiata moglie, una strepitosa e crucciata Franca Valeri. E, purtroppo (o per fortuna), in casi come questi, il confronto con il lavoro originale è d’obbligo. Della struttura originale, il film di Venier tiene tutto: il soggetto principale (di Fabio Carpi, Rodolfo Sonego e lo stesso Risi), le location (maniacalmente copiate) e addirittura i nomi dei protagonisti. Cambia però, in buona parte, la struttura narrativa, resa in maniera più velocizzata e con un pizzico di ritmo in più, ma creando degli insopportabili stereotipi, che il film originale aveva la fortuna di non possedere, oltre a qualche piccola variazione sulla trama (stavolta il protagonista non fabbrica ascensori, ma ha una ditta di costruzioni). Convincono, comunque, gli attori: sicuramente i protagonisti, Fabio De Luigi, che purtroppo non può reggere il confronto con  l’ “Albertone” nazionale, ma che comunque riesce a regalare un’ottima prova, coadiuvato da una odiosissima (in senso positivo, attenzione) Luciana Littizzetto, nel ruolo che fu della Valeri. Anche qui, il confronto non nasce minimamente, ma “Lucianina” riesce a regalare qualche sorriso, anche se con qualche stonatura che enfatizza troppo il suo personaggio cinematografico accostandolo a quello televisivo; tra i comprimari bravi Alessandro Besentini del duo comico Ale e Franz nel ruolo del ragioniere di Nardi e Ninni Bruschetta, nei panni di un imprenditore amico della protagonista. La cosa che convince di più, oltre al forte senso dell’omaggio e dell’audace tentativo di rendere attuale una vicenda di oltre 40 anni fa, è questo senso di forte immedesimazione (che era molto presente anche nel film del ’67) che lo spettatore ha verso il protagonista maschile: ben presto si diventa sostenitori accaniti della messinscena architettata dell’uomo, che vuole eliminare a tutti i costi la tanto odiata (non solo da lui) donna/moglie. Lentamente il “cattivo” diventa “buono”, il “coraggioso” diventa “codardo”, si invertono ruoli e contesti e gli scheletri nell’armadio non tardano a uscir fuori. Purtroppo poi la commedia perde nel troppo protagonismo dell’attore principale, De Luigi, lasciando ben poco alla Littizzetto/megera (cosa che nel film di Risi, invece, era ben calibrata, lasciando parti “uguali” agli straordinari Sordi e Valeri). Piglio registico poco rassicurante, fin troppo intervallato da stucchevoli situazioni (pseudo)paradossali e omaggi diretti, la sceneggiatura (scritta, oltre che dal regista stesso, anche da Ugo Chiti e Massimo Pellegrini) non riesce a spingere il film verso altre derive, arenandolo a una commedia farcita forse di troppe parolacce e di tanta ironia, ma ben lontana dal prodotto realizzato da Risi, che sfiorò (riuscendoci pure in alcuni punti, grazie alle interpretazioni dei suoi attori e alla fotografia) un inedito incrocio tra “commedia all’italiana” e noir.

Nonostante il confronto con l’originale non abbia storia, Aspirante vedovo resta un film comunque godibilissimo, a tratti anche originale, con una colonna sonora (nel film del ’67 a dirigerle c’era il maestro Armando Trovajoli) e una fotografia nella norma, tanto per portare a casa il compitino (e non per fare ancora confronti, ma il film di Risi era in bianco e nero, con alla fotografia il bravo Luciano Trasatti, dove il contrasto con le luci e le ombre, oltre ad essere ben più complesso da organizzare, assumeva una nota decisamente narrativa e connotativa dei personaggi). Insomma un remake 2.0 tutto sommato accettabile, che con le dovute accortezze e meno “scopiazzature” sarebbe potuto diventare un film su cui puntare. Speriamo solo che la moda dei remake, vista l’enorme vuoto di idee che regna nel genere della commedia italiana, non diventi un modo per tentare di uscire da questa crisi creativa.

Potrete vedere Aspirante vedovo in queste sale:

NAPOLI

Med Maxicinema The Space Cinema

Metropolitan

Modernissimo

Vittoria

NOLA

The Space Cinema Vulcano Buono

Multisala Savoia

POGGIOMARINO

Multisala Eliseo

AFRAGOLA

Happy Maxicinema

CASALNUOVO

Magic Vision

CASORIA

Uci Cinemas

CASTELLAMMARE DI STABIA

Supercinema

MARANO

Comunale G. Siani

PORTICI

Roma

POZZUOLI

Drive In Pozzuoli

TORRE ANNUNZIATA

Politeama

TORRE DEL GRECO

Multisala Corallo

TRECASE

Drive in

SALERNO

The Space Cinema Salerno

Cinema Teatro delle Arti

aspirantevedovoimmagine

 

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