Marco Malaspina: a scuola di cucina da un vero e proprio “Don”

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Da programmi televisivi pensati per “cuoche in erba”, a talent di successo,  il mondo della cucina affascina un numero sempre maggiore di giovani, i quali sono chiamati ad intraprendere un percorso lavorativo dove l’esperienza e la passione sono  ingredienti indispensabili.

Alle spalle della formazione professionale degli aspiranti Chef c’è davvero un considerevole impegno, che si avvale, per i più talentuosi, dell’esperienza di “celebrità” in questo settore. Marco Malaspina, ragazzo 22enne di San Gennaro Vesuviano, è entrato a far parte della “brigata” di cucina ( così viene denominata l’equipe di ragazzi che lavorano nelle cucine dei ristoranti n.d.r.) di uno dei più grandi Chef internazionali, Don Alfonso Iaccarino, proprietario del rinomato Ristorante “Don Alfonso”, situato a Sant’Agata dei due Golfi. Marco Malaspina condividerà con i lettori questa esperienza di alta formazione.

Come è nata la passione per la cucina e quali esperienze hai maturato prima di arrivare da Don Alfonso?

La mia passione per la cucina nasce da bambino. Ero particolarmente attratto dall’acqua e dal fuoco ed a 5 anni mi divertivo a “girare” il sugo in pentola. A 14 anni decisi di trasferirmi a Formia, per frequentare l’Istituto Alberghiero “Angelo Celletti”, una delle scuole più organizzate d’Italia che permette agli studenti, attraverso delle competizioni, di partecipare a stages molto importanti. Durante il mio percorso scolastico ho potuto “esportare” la cucina italiana in Brasile ed in Inghilterra nonchè approfondire i diversi tipi cucina offerti durante le Crociere. Negli anni antecedenti al conseguimento del diploma,in estate, ho iniziato a lavorare presso Ristoranti, anche al di fuori della mia Regione. Tali esperienze sono state fondamentali per comprendere come rapportarmi all’ambiente di lavoro. Nel periodo successivo al diploma, ho lavorato presso il “Romeo Hotel”, che mi ha consentito di “assaporare” la cucina del gourmet. Al termine di questa esperienza ho arricchito il mio bagaglio formativo lavorando nella cucina del noto Chef Gennaro Esposito, presso “La Torre del Saraceno”.

Quanto si è critici nell’ambiente lavorativo legato all’arte culinaria?

Quando si è in formazione, la critica completa la crescita della persona. Nel nostro ambiente di lavoro si è particolarmente “sotto pressione” e tutto ciò nasce perchè si è insicuri e con poca esperienza. Gli chef devono necessariamente essere con noi esigenti, per aiutarci ad essere, in futuro, professionisti eccellenti.

Cosa vuol dire far parte della “brigata” del “Don Alfonso”?

È un onore ed un privilegio poter lavorare con uno dei Maestri dell’arte culinaria. Il mio sogno è poter raggiungere alti livelli in termini di professionalità e penso che questa opportunità sia decisiva per il mio futuro. Lavorare con Don Alfonso è già parte del mio sogno.

Cosa preferisci cucinare…dolce o salato?

In cucina non esiste una completa distinzione tra il dolce e il salato. Ogni composizione culinaria possiede diversi punti di acidità, dolcezza, sapidità, amarezza. Posso dirti, tuttavia, che al giorno d’oggi non mi è mai capitato di approfondire lo studio della pasticceria. In futuro farò in modo di arricchire la mia formazione anche in questo ambito.

Qual è il segreto del successo di Don Alfonso?

Il segreto di Don Alfonso, dal mio punto di vista, è punta Campanella. Si tratta di un luogo dove, da anni, lo Chef  cura alcuni animali e coltiva, personalmente, ortaggi, frutta, agrumi e verdure. Tutto ciò contribuisce a rendere il suo modo di cucinare salubre e naturale.

ft marco1

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