Il pilota austriaco Niki Lauda e quello inglese James Hunt si sfidano fin dalle gare in Formula 3. La loro rivalità crescerà con gli anni, insieme però alla loro amicizia e alle gare per le grandi scuderie automobilistiche di Formula 1. Un grave incidente deturperà per sempre il volto dell’austriaco, che non si arrende e torna in campo per lottare per il titolo del mondo. Una pioggia intensa lo porterà a rinunciare alla gara decisiva e consegnare così il titolo al suo rivale di sempre, James Hunt.

Ron Howard è avvezzo ai biopic. Lo aveva, in parte, già fatto con A Beautiful Mind e Cinderella Man, raccontando, in maniera romanzata, avvincente e vincendo anche degli Oscar, le vite di un matematico e un pugile. Stavolta però, con il suo nuovo lavoro, Rush (di cui è anche produttore), storia vera della nota rivalità tra i due piloti Niki Lauda e James Hunt, sposta il tiro, tracciando un percorso narrativo e, soprattutto, visivo, al limite tra l’amato biopic e il mondo del documentario.

Un film per due pubblici Rush: per chi ama il mondo delle corse, delle auto, della Formula Uno, con riferimenti a piloti, scuderie (c’è un giovane Luca Di Montezemolo, interpretato da Ilario Calvo), macchine (oggi) d’epoca e case automobilistiche di lusso (affettuoso e poetico il bel ritratto dato di Enzo Ferrari, qui col volto di Augusto Dallara). L’altro pubblico è quello che ama il cinema di Howard, regista che riesce, forse come pochi, a indagare l’animo dei suo personaggi con estrema semplicità e bravura, scavandone la psiche attraverso leggeri movimenti di macchina, regalando intensi spaccati di epoche passate. Il tutto con l’aiuto (fondamentale) della  convincente fotografia, sporca, violenta e biancoscurale, del collaudato Anthony Dod Mantle (ne avevamo parlato benissimo nella recensione di In Trance), e l’adrenalinica colonna sonora di Hans Zimmer, (già visto al lavoro in L’uomo d’acciaio e The Lone Ranger), che puntella la narrazione non solo di ottime scelte di brani editi, con grandi classici della musica rock anni ’70, ma regala anche un coinvolgente tema principale, che trova la sua massima espressione soprattutto durante le riprese delle corse automobilistiche, ricostruite in maniera maniacale e coinvolgente e che hanno dalla loro parte anche l’utilizzo di filmati d’epoca e sequenze girate come se si trattasse di telegiornali. Attori in gran forma e perfettamente nella parte: dominatore assoluto è Daniel Brühl (era in Bastardi senza gloria di Tarantino)  nel ruolo di Niki Lauda, appassionato, feroce quando vuole, implacabile e sempre “obiettivo”. Nel ruolo di Hunt invece c’è il bel Chris Hemsworth, collaudato nella serie di Thor e che, anche se convince un pochino di meno del suo rivale, ha dalla sua la somiglianza col vero protagonista della vicenda. In ombra, e forse questo è uno dei punti di debolezza del film, i comprimari, con gli anonimi ruoli delle mogli (e che invece, probabilmente, avrebbero dovuto avere più peso nello sviluppo della vicenda) e gli addetti ai lavori, come il noto Clay Regazzoni (interpretato con passione dal nostro Pierfrancesco Favino). Probabilmente uno degli appunti da fare è proprio nel lavoro sulla sceneggiatura, scritta da Peter Morgan (quello di Hereafter e Frost/Nixon), e che lascia troppi vuoti relazionali, spostando tutto non nella prevedibilità, ma nella battuta fin troppo studiata, fatta troppo da frasi a senso unico (se vogliamo essere cattivi, si direbbe “frasi fatte”) e collaudate. Ma il fissare la vicenda sui due piloti, la rende viva, palpabile, competitiva: i due sono così diversi (Lauda preciso, attento e non bellissimo, Hunt impavido, temerario, aggressivo e attraente), arrivano al punto di interconnettersi, l’uno diventa l’altro, convincendosi a vicenda, probabilmente oltre che nel film anche nella vita, che fanno parte dello stesso meccanismo. Il meccanismo del mondo delle automobili da corsa, ritratto con perfezione e profonda critica dal regista, che non perde l’occasione di mettere in evidenza un universo che, da poco, si stava affacciando al mondo del marketing (preparatevi a un product placement continuo, con marchi, non solo automobilistici, in bella vista), “pilotando” le gare stesse. Convince, commuove, insegna, Howard, che ha centrato di nuovo l’obiettivo, raccontandoci ancora una volta, una “semplice” storia umana: il sorpasso (“rush”) scivola tra le vite di due grandi “uomini” delle corse del ‘900. La guerra macchina/macchina o uomo/macchina, si trasforma nell’eterna lotta uomo/Destino. E Lauda/Hunt sono, in fondo, faccia della stessa medaglia: l’Uomo. Il cameo finale di Lauda vale il prezzo del biglietto. Avvincente.

 

Potrete vedere Rush, in queste sale:

NAPOLI

Med Maxicinema

The Space Cinema

Metropolitan

Modernissimo

Vittoria

NOLA

The Space Cinema Vulcano Buono

Multisala Savoia

POGGIOMARINO

Multisala Eliseo

AFRAGOLA

Happy Maxicinema

CASORIA

Uci Cinemas

CASTELLAMMARE DI STABIA

Montil

MARANO

Comunale G. Siani

POZZUOLI

Multisala Sofia

TORRE ANNUNZIATA

Politeama

TORRE DEL GRECO

Multisala Corallo

rushimmagine