Lo stile ipercritico è caratterizzato dalla tendenza a notare ed ingigantire gli errori e i difetti commessi dal bambino. L’adulto tende a sottolineare sempre le mancanze, ogni comportamento negativo senza mai far caso, invece, ai comportamenti positivi, adeguati. Avanza spesso paragoni, e vengono spesso usate frasi generiche come: “tu sempre…tu mai che…”. Non incoraggia il bambino ad agire, usa espressioni umoristiche, sarcastiche, prevale appunto un’elevata frequenza di comportamenti di critica che possono essere manifestati apertamente oppure in modo sottile. Questo stile determina nel bambino paura di sbagliare, paura di essere disapprovato, isolamento sociale, basso livello di autostima, comportamenti di evitamento.

Il perfezionismo può essere un tratto caratteristico dell’educazione, con il quale si considera sbagliato tutto ciò che non è perfetto al cento per cento, in quanto la madre e il padre esigono, dai propri figli, livelli di prestazione molto elevata, senza essere abbastanza oggettivi nel considerare quali siano le difficoltà del compito e le capacità. Questo stile educativo è sostenuto dalla convinzione che bisogna riuscire bene in tutte le cose e che il valore di un bambino, come quello dei suoi genitori, dipende dai successi che egli riesce a conseguire. Tali genitori comunicano al bambino che egli vale qualcosa e merita di essere amato solo se riesce in tutto quello che fa. Il bambino acquisisce egli stesso un atteggiamento perfezionistico ed impara a temere la disapprovazione ed il rifiuto qualora non riesca completamente bene in ciò che intraprende. Tutto ciò porta il bambino ad essere molto in ansia quando si cimenta in qualcosa di impegnativo (compiti, esami, gare ecc.) in quanto la possibilità di sbagliare viene considerata una catastrofe.

Infine, un altro stile educativo viene definito incoerente perché c’è la tendenza a gratificare o a punire il bambino a seconda dell’umore dei familiari anziché in base all’adeguatezza o meno del comportamento. L’incoerenza può essere intrapersonale, come nel caso suddetto, oppure può essere interpersonale, quando i genitori reagiscono in maniera differente allo stesso comportamento. Si tratta di genitori che spesso rimproverano il bambino per i suoi errori senza stabilire con lui delle regole chiare. Chi adotta uno stile educativo caratterizzato da incoerenza tende a coltivare convinzioni del tipo: “Qualsiasi cosa io senta di fare è giusta”; “E’ troppo faticoso cercare di essere coerenti”; “Sono troppo debole e privo di risorse per sapere ciò che è giusto fare”.

Da tale disamina, si vuole far prendere consapevolezza di se stessi per migliorare la relazione con i propri figli che in modo autorevole e non autoritario, dovrà basarsi sul rispetto dei desideri e delle emozioni, sulla definizione di chiare regole che hanno maggiori probabilità di essere rispettate se discusse e spiegate, fare in modo che siano presenti più momenti in cui si comunicano i propri punti di vista, educare all’autonomia e ad imparare dai propri errori, avere un rapporto amorevole prestando attenzione e ascolto attivo, fornire spiegazioni e coinvolgerlo nelle decisioni.

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