Premio Carpine d’argento: grande successo per la serata finale


97

600754_448289655190394_1613594271_n



Ancora un grande successo di pubblico ed entusiasmo per la seconda, e ultima, serata delle votazioni della giuria popolare del Premio Carpine d’Argento – CortiFestival, svoltasi nella sala teatrale comunale di Palma Campania.

Un successo atteso, vista l’ottima accoglienza che la manifestazione ha suscitato già lo scorso martedì, con la proiezione e la votazione dei primi 5 corti finalisti della manifestazione, che, insieme agli altri 5 visti ieri sera, parteciperanno alle giornate conclusive della manifestazione, che si svolgeranno dal 6 al 9 giugno prossimo, a Visciano. Le votazioni di ieri sera e di martedì scorso, invece, assegneranno il Premio Giuria Popolare, consegnato sempre nelle serate di giugno.

Ma passiamo alle ultime 5 visioni: convince davvero molto il più lungo dei lavori presentati, “Un quarto alle sei”, di Giovanni Mazzitelli. Un interno di una casa qualunque ospita un amore diverso: quello tra un ragazzo e un travestito. Attori davvero in gran forma, sceneggiatura serratissima e direzione della fotografia da 10 e lode. Forse la spinta verso un tema troppo sfruttato e l’eccessiva lunghezza lo spingono verso un evidente richiamo a “Le fate ignoranti” di Ferzan Ozpetek.

Convince di meno invece, ma riesce comunque a emozionare, “Un ritorno”, di Ciro D’Emilio, storia del ritorno a casa di un giovane napoletano che dovrà fare i conti con un passato scomodo e l’infausto presente del fratello. Bravi, anche qui, gli attori: da segnalare l’ottima prova di Nicola Di Pinto, zio del protagonista, famoso per il ruolo di Alfredo nel film “Il camorrista” di Giuseppe Tornatore.

Non riesce a spiccare il volo invece il lavoro di Nicola Ragone, “oltreluomo”, basato sulla vera vicenda di un crollo di una vaca nel siciliano. Oltre alle reminescenze verghiane di “Rosso Malpelo”, Ragone spinge, senza graffiare però, il piede sull’onirico, sull’interiorità, quasi sul documentario. Da applausi, però, il finale (muto).

Belli, ma senza stimoli, gli altri due concorrenti: “Ecce panis angelorum”, di Lauro Crociani, sorta di trasposizione in chiave contadina di metafore bibliche (anche se le atmosfere rurali toscane e gli attori richiamano certo interessante cinema neorealista) e “Smoke or life” di Luigi Florio, deludente farsa sugli effetti collaterali del pericoloso vizio del fumo.

Chi la spunterà tra i 10 finalisti? A chi la città di Palma darà la palma di miglior cortometraggio? A breve i risultati delle votazioni e per chi ci avesse preso gusto, appuntamento all’anno prossimo.

Vuoi restare sempre aggiornato sulle notizie della tua città? Iscriviti al nostro servizio Whatsapp CLICCA QUI PER SCOPRIRE COME FARE


SHARE