Via De Gasperi, la difesa chiede la perizia psichiatrica


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Una perizia psichiatrica e l’immediato dissequestro dell’immobile. In attesa di stabilire in maniera definitiva le strategie da adottare, la difesa del giovane Antonio Nunziata, reo confesso del delitto consumatosi lunedì sera ai danni della madre, gioca le sue prima carte in attesa che parta il procedimento. L’attuale incertezza è legata al tipo di reato che verrà addebitato al ragazzo, ora imprescindibilmente connesso alle sorti della povera madre, la cui vita è ancora appesa ad un filo.



La donna è sempre in prognosi riservata presso l’ospedale Cardarelli di Napoli, i medici, viste le sue gravissime condizioni, non sono riusciti ancora ad intervenire per estrarre il proiettile dalla sua testa. Nella malaugurata ipotesi in cui Maria Sangiovanni non dovesse vincere la sua battaglia, il figlio risponderebbe a tutti gli effetti di omicidio, mentre in quella, auspicabile, di successo dei medici, soltanto di tentato.

La partita più importante però, si gioca stamane. L’avv Aniello Salvi, legale di fiducia di Nunziata, avrà un colloquio con il Pubblico Ministero, dott. Barela, che sta studiando gli atti inviati dai carabinieri di Nola, coadiuvati da quelli della stazione di Palma Campania, guidati dal Maresciallo Giuseppe Esposito, al quale comunicherà l’intenzione di richiedere i due provvedimenti di cui sopra. Mossa dettata dall’evidente instabilità mentale del ragazzo emersa dalle farneticanti dichiarazioni rese da quest’ultimo durante l’interrogatorio cui è stato sottoposto la notte in cui è avvenuto il fatto e dalle oggettive difficoltà della famiglia, costretta a rinunciare alla propria abitazione, con tutte le conseguenze facilmente intuibili.

Le perplessità di Barela, legate in particolar modo alla lucidità mostrata da Nunziata nel portare a compimento il suo disegno criminoso e nell’allertare prontamente egli stesso i carabinieri, una volta completata l’opera, non rendono così scontato l’esito della richiesta avanzata dal legale: «Non siamo ancora in grado di determinare le nostre iniziative a tutela del Nunziata – spiega l’avv. Aniello Salvi – stante la prognosi riservata della Sangiovanni. Restiamo pertanto in attesa di comunicazioni da parte dei medici, circa lo scioglimento della stessa, anche se il quadro delineato è abbastanza definito e lascia poco spazio all’attività difensiva. Punteremo essenzialmente a far emergere il deficitario stato di salute del ragazzo, che di sicuro avrà un enorme peso ai fini della determinazione di questa triste vicenda.»

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