Proposta dei Giovani Democratici al Pd: Open Source in Parlamento


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Nel 2012 la sola Camera dei Deputati nel solo semestre che va dal 1 giugno al 31 dicembre ha speso 2 milioni e 108 mila euro per l’acquisto e la manutenzione di software, principalmente sistemi proprietari, come i prodotti Microsoft e Apple (complessivamente le spese arrivano a 3 milioni e 350 mila euro per l’informatica).

Una tale cifra lascia intuire quanto l’Italia spenda per i programmi informatici in tutti i rami della Pubblica Amministrazione: sanità, giustizia, università, ecc…

A parità di servizio reso, il software libero è un’alternativa molto più economica e che richiede meno manutenzione perché meno passibile di guasti (meno vulnerabile ai virus), inoltre è già adottato a livello istituzionale in Italia (come per i terminali delle Regioni Toscana, Umbria, Sardegna, Comune di Napoli).

Sarebbe un segnale importante se i futuri senatori eletti in Campania e i futuri deputati eletti nel collegio Campania 1 del Pd proponessero il software libero come piattaforma standard per la pubblica amministrazione in Italia. Inoltre che le risorse liberate venissero destinate a politiche di alfabetizzazione informatica per le fasce sociali (soprattutto anziani e giovanissimi in condizioni economiche non agiate) che hanno maggiori difficoltà ad accedere alle tecnologie digitali.

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