Lo strappo del PD. Ferrara: “Pronti a dare il nostro contributo”

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Anche il Partito Democratico si lancia deciso nella contesa. In vista delle elezioni comunali, il centro sinistra locale esce definitivamente allo scoperto, attraverso un documento all’interno del quale vengono fissati obiettivi e priorità da perseguire al fine di un effettivo rilancio del paese: «Abbiamo deciso – spiega Virginio Ferrara, autorevole esponente del partito sul territorio – di rompere gli indugi e di dare il nostro contributo, anche in considerazione dell’attuale situazione di confusione. Riteniamo che il metodo giusto per far si che la politica recuperi la sua credibilità sia la partecipazione, il coinvolgimento della gente. Occorre cambiare stile. Basta con le polemiche sterili, è giusto rendere il giusto riconoscimento a chi ha speso parte del proprio tempo per l’amministrazione del paese, così come è doveroso portare delle critiche costruttive laddove ci siano delle lacune nell’operato di chi sta governando. Invece si sta già preparando lo scontro. Noi non vogliamo questo, siamo per il confronto».



Da dove ricominciare?

«Abbiamo individuato delle priorità: la vivibilità, creando le condizioni per il miglioramento dell’ambiente. Una seria ed efficace lotta all’inquinamento ed agli sversamenti. Porre strumenti per la rendicontazione sociale. Gli elettori non devono regalare una firma in bianco, occorre una democrazia che sia effettivamente partecipata. Politiche giovanili che valorizzino questo patrimonio. I giovani rappresentano il nostro capitale nuovo, se potenziamo il futuro avremo una società nuova, migliore. Abbiamo già in passato proposto l’istituzione di un osservatorio giovanile con funzione di studio di comportamenti ed aspetti sociologici del problema e  che sia propositivo circa le azioni da assumere per aiutarli ad inserirsi nel mondo del lavoro. Non è un libro dei sogni. È un programma realizzabile se si ragiona con onestà intellettuale. Spero che chiunque vada ad amministrare tenga conto di questi punti».

In realtà un simile documento lascia intendere un coinvolgimento diretto del partito. È ipotizzabile una lista PD?

«In questo momento ci troviamo in una condizione di assoluta serenità. Osserviamo quello che succede e non ci piace. È nostra intenzione cambiare in meglio. Non abbiamo deciso di creare liste, né di esprimere candidati a Sindaco. Potevamo solo diramare un documento programmatico e ci siamo limitati a questo».

Ha detto al momento…

«Non escludiamo nemmeno un intervento diretto, se le circostanze lo dovessero richiedere. Dipende dalla qualità del dibattito che si andrà a creare. Se sarà politico, allora si, altrimenti, nel caso permangano questi squallidi personalismi, ci faremo da parte. Difficilmente ci sarà una nostra lista, più probabile la partecipazione all’interno di una di quelle che scenderanno in campo».

L’attuale scenario cosa le fa pensare?

«Occorre distinguere tra politica ed impegno amministrativo. A Palma Campania non c’è mai stata politica. Essa si configura soltanto attraverso incontri, conferenze, dibattiti. Tutte cose mai avvenute. Ecco il senso del nostro documento, occorre recuperare la politica. Sento di giovani che hanno intenzione di votare Grillo, chiaro segnale che non si è fatto politica».

Il successo delle primarie può essere un segnale confortante?

«Questo è sicuramente uno dei mezzi, reso possibile soltanto dal sacrificio di chi se ne è occupato. Senza l’impagabile impegno del nostro segretario cittadino, Alfonso Buonagura, non avremmo potuto realizzarlo. I risultati arrivati sono stati una piacevolissima sorpresa, anche se qualcuno di sicuro è venuto a votare per interesse e non in quanto elettore del centro sinistra. Aldilà di questo, è necessario ripartire da qui per recuperare i cittadini. Io sarei favorevole alle primarie anche per ciò che concerne la candidatura a Sindaco».

Teme che questo programma possa essere adottato da qualcuno, ma rimanere uno specchietto per le allodole come già accaduto in passato?

«In effetti in passato i programmi sono stati scritti e depositati. Oggi devono venire dal confronto con i cittadini e passare per una rendicontazione periodica. La differenza è questa. Basta pezzi di carta da depositare nella segreteria dell’amministrazione».

È fiducioso?

«Ho il dovere di crederci, anche se, realisticamente, credo che i cambiamenti saranno minimi. Un primo risultato potrebbe essere un cambiamento nella mentalità dei nostri politici. Convincerli che è necessario porsi alla gente in modo diverso. È una questione d’impegno, per cambiare registro rispetto al passato».

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