Casa Comunale di Nola, un rudere d’altri tempi


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L’ingresso principale è stato divelto, entri ed un tanfo di orina di assale alle narici, qui a detta di qualcuno, la notte dormono alcuni extracomunitari addirittura vicino ad uno dei muri, si può notare ancora l’alone di sporco lasciato da un clochard locale senza fissa dimora da poco scomparso che aveva scelto il palazzo comunale come dimora abituale.

Ti giri intorno e vedi le bacheche vuote solitamente ospitavano delibere, determine dirigenziali, nulla di tutto questo, sono desolatamente vuote. Poi penso che sicuramente anche il Comune di Nola ha dato vita al nuovo sistema di informatizzazione e quindi le bacheche che per decenni hanno ospitato i documenti pubblici oggi sono diventate absolete però sono li a fare bella mostra di se.

Più avanti però vedo manifesti, locandine avvisi pubblicitari attaccati alla buona con nostro adesivo sulle pareti e vetrate dell’androne comunale, a questo punto mi domando, perché non usare le bacheche comunali vuote per ospitare queste nuove forme di pubblicità, anziché deturpare ed imbrattare le vetrate? Di fronte all’entrata del comune, vi sono ai due lati le lapidi marmoree su cui sono riportati i nomi dei figli di questa città che hanno con il sacrificio della propria vita onorato Nola nelle due guerre.

Ebbene queste lapidi sono state e continuano ad essere oggetto di pallonate da parte di alcuni ragazzi che trasformano continuamente la piazza e quando piove l’atrio del comune in un campo di calcio, così facendo hanno indebolito l’ intonaco e divelto alcuni listelli di marmo che sostengono le lapidi con il gravissimo rischio di un imminente crollo.

Nel Cortile del municipio si avverte subito una grande desolazione, le poche statue rimaste sono piene di muschi e licheni, le grondaie otturate fanno fuoriuscire le acque piovane provocando delle “amabili” cascate d’acqua, ovviamente scorrendo vicino ai muri perimetrali, provocano infiltrazioni all’interno dell’edificio con irreparabili danni.

Il piazzale oltre ad essere sempre sporco, ai mozziconi di sigarette, carte e cartacce, si aggiungono gli aghi del poderoso pino che se non ripuliti, otturano le saracinesche di scolo delle acque e quindi durante le piogge soprattutto di questi giorni, formano un simpatico laghetto. Meglio poi non alzare gli occhi al cielo, una miriade di condizionatori ti guardano con occhi accigliati sembrano non gradire la presenza di estranei.

Ai piani terra, finestre aperte da cui si intravedono scatoloni pieni di documenti, scaffali abbandonati suppellettili divelte, insomma una vera discarica nascosta qui stabiliscono la loro dimora al caldo schiere di topi e scarafaggi, quei locali forse potevano servire per allocarci nuovi uffici chissà. Fili elettrici sospesi in aria, cassette senza alcuna protezione ed a portata di bambini.

Be, se questo è il biglietto da visita di questo comune dobbiamo dire che è veramente sconfortante. Eppure di personale impiegato in questo comune ce ne sono: inservienti, squadra di manutenzione, uffici ambientali, tecnici della sicurezza, dirigenti ben pagati. Come è possibile che si arrivi a tutto questo.

Interpellando uno dei massimi dirigenti molto candidamente mi ha risposto: “Non ci pagano, non ci sono soldi”. Ma qui non si richiedono interventi straordinari basterebbe l’ordinario per mettere a posto il salvabile. Le colpe sono della politica certo, ma il più delle volte è anche degli uomini che non fanno il loro dovere. Tutti conoscono i propri diritti, ma i doveri? La cosa che più ci ferisce, è costatare che il senso di appartenenza e l’orgoglio nolano è venuto a mancare in questa città, l’egoismo personale ha preso il sopravvento sul bene comune, che le leggi sono fatte per gli altri e non per tutti. Eppure in questo Comune ci sono delle vere e proprie eccellenze ma sono poche si possono contare sulle dita della mano. Intanto cala la sera, le ombre della notte avvolgono il palazzo Comunale, un’altra giornata è passata. E come diceva Eduardo De Filippo “ ’a d’à passà ‘a nuttata”.

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