Sicurezza al volante e riparazioni efficaci: mai affidarsi al mercato scadente o fuorilegge

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Troppo “sommerso” gira intorno al mondo dell’auto: e si tratta di officine, di prodotti, di pezzi di ricambio e persino di detergenti per lavaggio. Una “ferita” per l’area agrovesuviana che negli ultimi due mesi si è trovata al centro di numerosi blitz delle forze dell’ordine particolarmente impegnate contro le imprese fuorilegge e contro gli strumenti non conformi alle normative. Le pagine delle cronache locali si stanno infatti riempiendo spesso di ritrovamenti e sigilli a officine fantasma, di irruzioni degli uomini in divisa in capannoni dove vengono smontate le vetture rubate, o ancora in luoghi di lavoro che provocano danni importanti all’ambiente.

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Insomma, un “mercato nero”, nerissimo diremmo, che mette a repentaglio la salute pubblica, oltre che anche e naturalmente la qualità degli interventi che vengono compiuti sulle nostre automobili. Il quadro è chiaro ma buio, ed è evidente che accettare preventivi o pagare prezzi troppo al di sotto del mercato reale nasconda davvero qualcosa che non va. Un discorso che naturalmente vale per officine abusive e che non si fanno alcuno scrupolo a lavorare senza ottemperare al pagamento delle tasse e sversando rifiuti pericolosi nell’ambiente.

Proprio in questo senso, sotto al Vesuvio, sono state circa mezza dozzina le operazioni compiute dai carabinieri e che hanno chiuso laboratori inesistenti per la legge, denunciando i titolari anche per inquinamento ambientale. Ma un discorso simile vale pure ad esempio per i pezzi di ricambio o gli stessi pneumatici, quando un meccanico o un carrozziere acquista qualcosa ad un costo troppo basso i motivi sono semplici: una raggiro sulle tasse, prodotti scadenti spesso di provenienza cinese o peggio ancora di contrabbando, e cioè rubati.

E provvedimenti delle autorità giudiziarie sono arrivati anche sotto questo aspetto, così come sequestri sono scattati anche in autolavaggi chiusi per danno ambientale, abusivismo e utilizzo di detergenti non a norma. Insomma, spesso cercare di spendere cifre troppo basse per tenere in ordine l’auto, non solo significa alla fine rovinare la propria vettura, ma anche alimentare un mercato sommerso che a conti fatti non porta ad alcun beneficio se non per chi opera in maniera illegale.

Un ricorso ed una volontà di ridurre i costi che poi si tramuta anche, ed è forse la parte peggiore, in una diminuzione della sicurezza dell’auto: da qui, chissà, forse anche i tanti incidente e le troppe morti sull’asfalto. Ed a pagare, alla fine, è chi opera in maniera serie e professionale, oltre ovviamente l’utente finale che si fida di specialisti tutt’altro che onesti.


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