Somma, carabinieri a casa di Giousè: dopo le pistole del papà sequestrati anche due computer

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Sono tornati i carabinieri nell’abitazione di Giosuè Ruotolo a Somma Vesuviana. E dopo avere sequestrato una collezione di armi d’epoca appartenente al padre dell’unico indagato per l’omicidio di Trifone e Teresa, stavolta i militari dell’Arma hanno messo le mani sui computer di casa. Gli uomini della stazione locale, agli ordini del maresciallo Raimondo Semprevivo, hanno portato via due pc: uno fisso e l’altro mobile che appartenevano e venivano utilizzati dall’intero nucleo familiare del 26enne ex commilitone della vittima.

L’elemento più caldo, tuttavia, continua ad essere quello del sequestro delle pistole piuttosto antiche avvenuto due giorni fa. Una collezione da cui potrebbe essere stata prelevata l’arma del delitto qualora il cerchio dovesse realmente chiudersi intorno al ragazzo della provincia di Napoli. Al momento, però, non è possibile associare le “bocche di fuoco” sequestrate con quella rinvenuta nel laghetto di San Valentino e che è senza dubbio l’arma con cui sono stati ammazzati i fidanzatini di Pordenone.

La pistola ha una regolare matricola, ma non è stato possibile rintracciare uno specifico proprietario poiché si tratta di un’arma molto antica e non esiste un registro nazionale dedicato, tantomeno in formato digitale. Secondo quanto è emerso, nonostante la permanenza in acqua per sei mesi, la pistola sarebbe in discreto stato di conservazione, e la matricola sarebbe perfettamente leggibile, anche se questo elemento difficilmente potrà aiutare gli investigatori.

giosuè ruotolo

 

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