Fidanzati uccisi, “Quarto Grado” rivela: «Una traccia sospetta nell’auto di Giosuè Ruotolo»

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La trasmissione televisiva “Quarto Grado” ha proposto fotogrammi inediti degli interni dell’auto appartenente a Giosuè Ruotolo, unico indagato per l’assassinio di Trifone Ragone e Teresa Costanza, i due fidanzati di Pordenone. In particolare, è stato mostrato il gancio della cintura di sicurezza, dove è stata rilevata una traccia sospetta, sulla quale solo i Ris potranno far luce.

Il programma – si legge in una nota – ha anche riferito che la prima volta in cui Ruotolo fu sentito dagli inquirenti risale alla notte stessa del delitto, precisamente alle ore 1.55 del 18 marzo scorso. In quel frangente, il militare avrebbe dichiarato che Trifone Ragone aveva avuto discussioni con lui e altri coinquilini, perché portava a casa troppe donne conosciute nei locali e su Internet.

A “Quarto Grado” anche i tabulati di telefonate e messaggistica del cellulare dell’indagato: la sera del delitto, il 17 marzo 2015, Ruotolo non telefonò e né inviò messaggi dalle ore 19.15 alle ore 20.03. Risulta, infatti, che alle 19.15 avvenne una telefonata con la fidanzata. Alle 20.03, invece, Ruotolo rispose “Grande” ad un messaggio ricevuto alle 19.24 dal sottufficiale suo superiore.

Emerge, infine, che la mattina successiva al duplice omicidio, l’indagato ricevette dal sottufficiale suo superiore il seguente messaggio: «Ragazzi dovete dire tutto quello che sapete».

giosuè ruotolo

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