Due testamenti e beneficiari diversi: ecco cosa prevede il codice civile

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La nostra nuova rubrica: Il “fatto e il diritto” vi offrirà un breve parere su una questione giuridica posta all’attenzione dai nostri lettori.

Il testamento con il quale un soggetto viene nominato come erede a titolo universale non è di per sé incompatibile con un altro testamento antecedente con il quale fosse stato nominato un differente legatario. Questo a condizione che le disposizioni testamentarie successive non deroghino espressamente a quelle anteriori, e che non risultino con esse incompatibili. Questo è quanto emerge dalle disposizioni del codice civile secondo le interpretazioni della Giurisprudenza di Cassazione.

Immaginiamo il caso in cui qualcuno rediga un testamento con il quale riserva dei beni specifici a qualcun altro, disponendo quello che giuridicamente viene definito “legato”. Immaginiamo poi che dopo alcuni anni lo stesso testatore rediga un altro testamento nel quale nomini come erede universale una persona diversa del legatario. Ebbene se avevate avuto la fortuna di essere i beneficiari del legato, non disperate. Infatti ai sensi dell’art. 682 del codice civile il testamento posteriore, che non revoca in modo espresso quello precedente, annulla in quest’ultimo soltanto le disposizioni che sono con esso incompatibili. Lo stesso codice inoltre contempla all’art. 682 solo la revoca espressa del testamento da esprimersi attraverso nuovo testamento o con atto ricevuto da notaio in presenza di due testimoni. Come ha chiarito la Corte di Cassazione la revoca tacita del testamento non è ammessa in via generale potendo risultare solo dal compimento di atti e fatti indicati tassativamente dalla legge (Cass. 87/8780) i quali implicano l’inequivocabile volontà del testatore di revocare le sue precedenti disposizioni testamentarie.

L’art. 682 pone il principio generale della conservazione delle disposizioni precedenti e di loro coesistenza con quelle nuove. Le prime saranno caducate per effetto delle seconde solo se inconciliabili con queste, e se è accertato che sarebbe impossibile tenerle in vita nell’esecuzione del nuovo testamento (tra le altre, Cass. N. 4617 del 2012). La nozione di incompatibilità posta dall’articolo è controversa. Si distingue tra incompatibilità oggettiva e soggettiva. La prima si verifica nel momento in cui a prescindere da una volontà in tal senso, sia materialmente impossibile dare contemporanea esecuzione alle disposizioni contenute nei due testamenti (es. il medesimo bene viene lasciato in legato prima ad una persona poi ad un’altra).

L’incompatibilità è invece soggettiva se dal testamento successivo si può dedurre la volontà del testatore di revocare, in tutto o in parte, il testamento precedente, pur essendo conciliabili le diverse disposizioni. Dunque oltre alla incompatibilità materiale e giuridica tra i due testamenti, da quello nuovo deve emerge la volontà del testatore di voler eliminare il legato, indagine che involge apprezzamenti necessariamente riservati al giudice del merito.  *Avvocato (mail: ae-emiliano@hotmail.it)

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