Ritagli di stoffa e rifiuti pericolosi: violentate le colate laviche del 1906

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Cumuli di rifiuti speciali e bustoni pieni di ritagli di stoffa abbandonati dai gestori degli opifici cinesi: stuprato il territorio delle colate laviche del 1906, nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, una delle posizioni preferite dai turisti in cerca di visuali mozzafiato e dei colori e le bellezze del vulcano. Un luogo naturale, insomma, su cui da troppo tempo hanno messo le mani delinquenti senza scrupoli. Si è nel territorio di Boscotrecase, ma su altri versanti del Vesuvio, purtroppo, non cambia molto.

A finire nella morsa dell’immondizia e degli sversamenti selvaggi sono infatti i canaloni formati dalla lava durante l’eruzione del 1906. Una colata che spaventò i cittadini di allora ma che oggi rappresentano un caso unico dal punto di vista della natura e dell’attrazione turistica. Della condizione delle lave del 1906 ne parla oggi Il Mattino, che sottolinea la presenza delle viti e delle coltivazioni proprio nella zona dove insistono gli svernamenti abusivi. E si tratta di prodotti di altissima qualità, proprio perché il terreno lavico aiuta la fertilità.

E “Il Mattino” ascolta in tal senso Pasquale Raia , responsabile delle aree protette per Legambiente: «Presso le lave andrebbero messi dei cartelli esplicativi, andrebbe spiegata la storia del Vesuvio, ricca di fascino perché ha segnato la vita di intere popolazioni. Invece chi arriva fin qui trova i rifiuti. La presenza costante di pezze di stoffa e scarti della lavorazione tessile ci preoccupa moltissimo. Temiamo che ci sia un disegno criminoso, uno sversamento sistematico che finisca col danneggiare un ecosistema già fragilissimo».

lave 1906

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