Omicidio di Enza, a maggio Annunziata prese a calci la donna davanti ai carabinieri

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«Ha una personalità violenta e insofferente al rispetto delle regole del vivere civile». È quanto scrisse a luglio scorso il giudice per le indagini preliminari di Nola, Martino Aurigemma, su Nunzio Annunziata, l’ex compagno di Enza Avino, la 35enne uccisa a Terzigno. L’uomo era stato denunciato per stalking ed era finito agli arresti domiciliari, poi era stato scarcerato.

«Un comportamento che ha assunto i caratteri della vera e propria persecuzione, determinando nella persona offesa un perdurante stato di ansia e paura, inducendola a cambiare le proprie abitudini di vita ed ingenerando in lei un più che giustificato timore per la propria incolumità», aggiungeva il gip. Il giudice del Riesame aveva poi attenuato la misura con il divieto di avvicinamento alla donna. Nell’ordinanza che lo aveva portato agli arresti a lui sono ricostruiti tutti gli episodi in cui Annunziata aveva aggredito, picchiato e minacciato la sua ex compagna.

Il primo maggio scorso da ubriaco si era arrampicato fino all’appartamento di Enza al terzo piano e provò a gettarla dal giù dal balcone. Un altro episodio avvenne dieci giorni dopo alla caserma dei carabinieri di Terzigno: lì Annunziata la rincorse prendendola a calci.  Ieri, intanto, il 37enne si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Assistito dai legali Giovanni Tortora e Gaetano Rapacciuolo, l’uomo si è limitato «a prendere atto – come afferma Tortora – delle fonti di prove a suo carico: fonti che risultano al momento abbastanza gravi». L’interrogatorio davanti al magistrato della Procura di Nola è avvenuto nella caserma dei carabinieri di Terzigno. Successivamente è stato firmato il decreto di fermo per Annunziata.

enza avino (3)

 

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