Comunali a Poggiomarino, Palmisciano si tira indietro: «Non intendo candidarmi»

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Il centrodestra, organi di partito ed elettori, lo vorrebbero a furor di popolo: si tratta del professore Giuseppe Palmisciano, 41enne docente di Poggiomarino, titolare di una cattedra alla facoltà di Teologia a Napoli e tra i primi esperti del Mezzogiorno per quanto riguarda la storia e la politica del cattolicesimo. Numerose sono le sua pubblicazioni sul tema, fino all’ultimo lavoro ancora in corso riguardante la vita di Padre Ludovico da Casoria.

Ebbene, sarebbe il suo il profilo richiesto dal centrodestra per le prossime elezioni comunali di primavera: un volto giovane e pulito, senza eccessivi “precedenti politici” e soprattutto di elevato spessore intellettuale, una tra le “armi” più forti anche a disposizione dell’attuale sindaco Leo Annunziata, quasi certamente pronto alla ricandidatura con il gruppo che l’ha condotto ad amministrare per i cinque anni di mandato – salvo colpi di scena dell’ultima ora – evento che a Poggiomarino non  si era mai verificato da quanto esiste l’elezione diretta della fascia tricolore.

Insomma, a destra l’identikit è stato tracciato e sotto questo profilo non ci sarebbero altri candidati se non appunto il nome di Palmisciano, tra l’altro molto amato dai giovani cittadini a cui a lungo ha dedicato tempo ed energie. Sarebbe la figura adatta, perché i cittadini di quella parte politica poggiomarinese lo accoglierebbero a braccia aperte. Sarebbe, appunto, perché il “professore” – come viene universalmente riconosciuto in città – ha già decisamente e nettamente declinato l’invito a scendere in campo per provare a diventare sindaco di Poggiomarino. La proposta gli è giunta decisa da più parti, anche per provare ad unire il centrodestra della località vesuviana ormai da troppi anni spaccato.

Ma Palmisciano non vuole sentire ragioni: «Amo il mio lavoro ed amo i miei impegni quotidiani. Naturalmente sono onorato che tante persone mostrino fiducia ed anche affetto nei confronti della mia persona, ma al momento i miei orizzonti mi portano ad avere altri obiettivi. Poi, per essere un buon sindaco bisogna anche essere convinti di quello che si va a fare e di come agire, certezze che io in questa fase non ho». Chiaro e puntuale, come i suoi scritti ed i suoi eventi culturali, a dire che rimanda al mittente gli inviti alla scalata politica.

Del resto si parla di Giuseppe Palmisciano candidato a sindaco già da almeno tre elezioni: «Ogni volta che si avvicina la tornata elettore qualcuno tira fuori il mio nome – riprende il docente – ed ogni volta sono costretto, mio malgrado, a dire che ho altri interessi e che sto affrontando ben altre situazioni che non mi consentirebbero di affrontare i duri impegni da amministratore».

palmisciano

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