Il Futuro ha gli occhi (ghiaccio) del Passato: ecco Predestination

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Un agente speciale “temporale”, per evitare un disastroso eccidio ad opera di un terribile assassino, decide di farsi aiutare da un giovane scrittore, nato, per strani meccanismi del Destino, ermafrodito. Inizieranno i salti temporali e le sorprese, a tratti paradossali, non tarderanno a mostrarsi.

Di viaggi nel tempo, al Cinema, ne abbiamo visti a centinaia. Basti pensare alla trilogia di Ritorno al Futuro (sorta di Bibbia dei tempo-viaggiatori) o a svariati episodi della serie televisiva Ai confini della realtà e ancora al disturbante cult Donnie Darko o il recente Adaline, di cui abbiamo parlato qualche recensione fa. Stavolta è il turno dell’interessante Predestination, scritto e diretto dai fratelli Michael e Peter Spierig, che hanno adattato per il grande schermo il racconto All You Zombies del noto Robert A. Heinlein, autore fantascientifico prolifico e geniale degli anni ’50-‘60, fonte d’ispirazione per tantissima cinematografia (si pensi al visionario Starship Troopers tratto dal suo lavoro Fanteria dello spazio), cambiando, però, alcuni particolari e inserendo personaggi, eventi e caratterizzazioni (pensiamo alle enfatizzazioni date, nella pellicola, ai colori, cose che tra le pagine di un libro possono essere solo descritte minuziosamente e “viste” solo con l’occhio della mente). L’approccio che i due registi danno al film è, potremmo dire, di tipo “investigativo”, lasciando che la vicenda si dipani come un unico enorme flashback (attenzione qui i meccanismi cinematografici per “giocare” con il Tempo sembrano davvero poco classificabili) raccontata minuziosamente dal protagonista. Per quasi tre quarti di pellicola, quindi, la voce narrante ci racconta la storia di una vita molto particolare [ATTENZIONE SPOILER] quella di una donna nata con due apparati genitali (maschile e femminile) e che, in seguito ad una gravidanza, perderà quello femminile. La Madre diventa Padre di un Figlio (attenti al triangolo) che, tra l’altro, viene rapito misteriosamente. Il paradosso temporale allora (negli ultimi trenta/venti minuti della pellicola) si inizia a svelare, facendo, lentamente combaciare tutti i tasselli sparpagliati nella vicenda. Nonostante l’ottimo lavoro alla fotografia di Ben Nott (che, come accennato, gioca a enfatizzare i toni forti del visivo, rendendo “protagonisti” aggiunti, i colori della pellicola, due su tutti il giallo [straniante e “aura” del Passato] e l’azzurro ghiaccio degli occhi dei (quasi tutti) protagonisti) il problema rimane proprio quello di tentare di narrare, mostrando, qualcosa che può essere soltanto a stento immaginato. I paradossi iniziano a moltiplicarsi, Ethan Hawke (bravo e convincente, già al lavoro con i fratelli Spierig in Daybreakers – L’ultimo vampiro del 2009), muore, rinasce, rimuore e rinasce continuamente, in una sorta di enorme spirale (scusate il gioco di parole con il serpente che si morde la coda…) che, visti i continui cambi di data (in avanti e indietro nel Tempo), rischiano, più volte di confondere lo spettatore. Convince il resto del cast, con attori che si muovono in una ragnatela di rimandi visivi, narrativi e metaforici che, complici una buona sceneggiatura, una buona regia e un ottimo montaggio (curato da Matt Villa) danno ancora più ritmo e visionarietà alla vicenda. Predestination gioca con il Tempo, invitando lo spettatore a salire su un ottovolante fantascientifico-temporale strepitoso, lasciando senza fiato, senza il tempo di chiedersi cosa comporta cosa o chi ha fatto cosa. L’importante è chiederselo, restando interdetti di fronte ai continui salti temporali in cui ci trasportano i due registi (tra l’altro anche produttori e autori della colonna sonora), che lasciano per un attimo gli esordi horror e spingono il piede sulla fantascienza pura, quella che “serve” a farsi domande, a lasciare lo spettatore senza spiegazioni. Per fare ciò, la narrazione, oltre a incredibili e (difficilmente spiegabili) paradossi temporali, si serve di una sorta di triangolo metaforico dal sentore freudiano e che invece non fa che strizzare l’occhio continuamente a Einstein, dove all’apice troviamo la bellissima Sarah Snook (suo il ruolo principale, catalizzatrice di sguardi ed eventi, che, vestita e truccata da uomo è la fotocopia vivente di Leonardo Di Caprio) e ai vertici Hawke e lo strepitoso Noah Taylor (il suo personaggio farà molto discutere fino alla fine). Predestination, come da titolo, nonostante sia uscito con un anno di ritardo rispetto alla sua uscita in Australia, scherza con il Destino, la capacità degli esseri umani di influenzare la propria Vita. Un’altra pellicola che porterà ancora a domandarsi: è tutto già scritto? Ai posteri l’ardua sentenza… se non interviene nessun agente temporale, ovvio!

 

Potrete vedere Predestination in queste sale:

-NAPOLI

Med Maxicinema The Space Cinema

Metropolitan

-AFRAGOLA

Happy Maxicinema

-CAPRI

Paradiso

-CASORIA

Uci Cinemas

-NOLA

The Space Cinema Vulcano Buono

-SALERNO

The Space Cinema Salerno

predestination

 

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