Occupò i binari della Circumvesuviana, assolto “disperato” di Poggiomarino

27

Assolto in appello perché il fatto non sussiste: è una vittoria giudiziaria importante quella ottenuta presso il tribunale di Torre Annunziata da N.F., 40enne di Poggiomarino, che nel 2010 inscenò una lunga e disperata protesta bloccando i treni della Circumvesuviana. L’uomo chiedeva un lavoro ed un tetto sulla testa, non un’abitazione, ma almeno un posto letto in una struttura.

Così, dopo avere posto in essere numerose richieste presso le sedi istituzionale, decise di “mettere in piazza” il suo disagio. Era il mese di novembre di cinque anni fa, quando il disoccupato poggiomarinese, nel primo pomeriggio, si recò sui binari della stazione di Flocco, frazione di Poggiomarino, dove in sostanza non consentì la circolazione dei convogli sulla tratta per Ottaviano e Napoli, ed anche verso Sarno.

L’uomo in primo grado era stato condannato ad un lieve pena patteggiata, oltre al pagamento di 3.750 euro – cifra enorme per il malcapitato – e con l’accusa di interruzione di pubblico servizio. Una sentenza ribaltata dopo il ricorso dei legali Alfonso Troiano e Umberto D’Apice, e che ieri ha portato all’assoluzione del 40enne perché il fatto non sussiste. Insomma, gli avvocati sono riusciti a dimostrare che non era intenzione di N.F. bloccare il traffico ferroviario, ma che la manifestazione era stata pensata così su due piedi proprio a causa della disperata condizione economica in cui versava, e versa tuttora, l’autore della “ribellione”.

Un’assoluzione giunta nonostante la richiesta di condanna del pm: tuttavia il giudice Maria Laura Ciollaro del tribunale di Torre Annunziata ha assolto Ferrara con formula piena per l’assoluta carenza dell’elemento psicologico, non essendo fondata nello stesso la capacità e la consapevolezza di voler effettivamente arrecare un danno al transito dei treni interrompendo cosi di fatto un pubblico servizio. N.F., in tal senso, vive da sempre in una condizione di solitudine ed emarginazione nonché di grave disagio economico e sociale. Attualmente è ospitato in una dependance da una famiglia di Poggiomarino e va avanti grazie alle elargizioni dei conoscenti ed a piccoli lavoretti saltuari.

Soddisfatti gli avvocati Troiano e D’Apice, che commentano: «Si è trattato di un caso di coscienza, pertanto l’euforia non è solo professionale. Aver fatto assolvere un assistito in difficoltà, un uomo che non ha nulla e che molto definirebbero “inutile” è una grande gioia». Adesso, chissà, per N.F. potrebbe arrivare anche qualche possibilità dalla vita, magari un lavoro ed una casa vera.

circum poggio

Vuoi restare sempre aggiornato sulle notizie della tua città? Iscriviti al nostro servizio Whatsapp
CLICCA QUI PER SCOPRIRE COME FARE




SHARE