La madonna di Piedigrotta e l’apparizione contemporanea in tre luoghi

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Nel 1207 a Piedigrotta, quartiere di Napoli, secondo le fonti storiche, la Madonna apparve contemporaneamente a tre religiosi in tre luoghi distinti un tal Benedetto, prete di Santa Maria a Cappella, a Maria di Durazzo monaca di Castel dell’Ovo e a un tal Pietro, un eremita, chiedendo loro di costruirle un tempio ai piedi dell’antica grotta  che secondo la leggenda, fu proprio Virgilio a scavarla con i suoi poteri magici: in una sola notte!

In realtà – o almeno secondo quanto afferma l’archeologia ufficiale – fu costruita dai Romani per scopi militari nel I secolo a.c. Secondo altre fonti invece la grotta sarebbe molto più antica, precedente anche all’arrivo dei coloni greci (V secolo a.c.), essendo opera dell’antico popolo dei Cimmeri: costruttori di opere megalitiche che – come riferisce Strabone – vivevano in case sotterranee collegate fra di loro da gallerie. La chiesa fu costruita, con il lauto contributo dei pescatori di Mergellina, proprio sulle rovine dell’antico tempio pagano dedicato al dio Priapo, dove era stata rinvenuta un’icona della stessa Madonna.

Il tempio di Santa Maria di Piedigrotta, dedicata alla Natività di Maria, fu eretta a partire dal 1352 e terminata nel 1353, sul sito di una precedente chiesa dedicata all’Annunciazione della Santa Vergine costruita nel V secolo, dove già si venerava un’immagine lignea della Vergine.

Nei pressi sorgeva anche la piccola ed ugualmente antica cappella di Santa Maria dell’Itria, nome derivante per deformazione da “Odigitria”, che è il nome di un particolare culto ed aspetto mariano di origine bizantina riconoscibile da una iconografia specifica, cioè col bambino in braccio nell’atto di benedire, e diffuso in tutto il sud dell’Italia.

Nel 1453 il re Alfonso d’Aragona concesse la chiesa ai canonici lateranensi, per essere poi restaurata nel 1520, nel 1820 e nel 1853. In origine l’ingresso principale della chiesa era presso l’altare maggiore, ma nel 1506 fu spostata sulla facciata rivolta verso la città. Nel 1571 don Giovanni d’Austria, comandante della flotta della Lega Santa, si recò in agosto a pregare la Madonna di Piedigrotta prima della battaglia di Lepanto e vi ritornò in ottobre in ringraziamento, dopo avere sconfitto la flotta dell’impero ottomano. L’interno della chiesa fu rimaneggiato tra il 1809 ed il 1824 e nel 1912 la chiesa fu eretta a parrocchia dal cardinale Prisco.

L ‘8 settembre si celebra la festa religiosa della Natività di Maria. Tale culto risale al 1353, ma vi sono alcune testimonianze anteriori nei registri angioini (1316) di un culto precedente, relativo all’Annunciazione, e celebrato annualmente il 25 marzo.

Nel tempo divenne sempre più il centro della devozione del borgo marinaro nonché una meta irrinunciabile per i pellegrini: l’usanza era quella di andare a rendere omaggio alla Madonna di Piedigrotta la notte del 7 settembre – secondo la tradizione la data della natività di Maria. Una testimonianza al riguardo ci viene dal cronista Leostello (1487) che accenna ad una festa di “Santa Maria della Grotta” dove “tutti vi accorrevano nella notte tra il 7 e l’8 settembre” nei secoli La festa di Piedigrotta è stata la più grande manifestazione canora che Napoli dalla quale sono nate le più belle canzoni napoletane conosciute in tutto il mondo.

madonna di piedigrotta

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