Poggiomarino, marocchino ridotto in fin di vita: arrestato l’aggressore

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Ottimo lavoro dei carabinieri della stazione di Poggiomarino, che nel giro di due giorni hanno stretto le manette intorno ai polsi di uno degli uomini che ha ridotto in fin di vita un 45enne marocchino, ritrovato quasi esanime ed in un maschera di sangue tra le campagne di via Turati. Ad essere arrestato dagli uomini del comandante, il maresciallo Andrea Manzo, è stato un connazionale della vittima:il 34enne Rachid Chafiq, senza fissa dimora ma che si aggira da mesi tra le città di Poggiomarino stessa, Striano e San Giuseppe Vesuviano.

L’extracomunitario è stato acciuffato quasi subito grazie alla profonda attività di intelligence svolta dalla locale stazione dei carabinieri che ha raccolto la testimonianza della vittima, finalmente fuori pericolo di vita, e di alcune persone che qualche ora prima avevano visto i due discutere in maniera molto animata, proprio non lontano dalla zona dove è stato ritrovato il corpo pieno di ferite del 45enne immigrato. Insomma, elementi che hanno consentito ai carabinieri di mettere le mani sull’extracomunitario. Difficile rintracciarlo, poiché nessuno conosceva il suo nome né tantomeno dove potesse essere, ma i militari dell’Arma sono riusciti a trovarlo e ad arrestarlo dopo averlo interrogato.

Non è ancora chiaro, tuttavia, se Chafiq abbia agito da solo o in compagnia di qualche altro complice, anche se la discussione che ha portato alla violenta aggressione, che per poco non ha tolto la vita alla vittima, era avvenuta proprio tra i due. Tuttavia, la quantità e la gravità delle ferite riportate dal 45enne fanno pensare anche alla presenza di altre persone sul luogo del pestaggio. In tal senso i carabinieri continuano ad indagare, mentre intanto migliorano le condizioni della vittima marocchina, che era stata ricoverata all’ospedale di Sarno in prognosi riservata proprio per l’effetto delle ferite riportate.

Subito dopo il ritrovamento, l’uomo sembrava essere in pericolo di vita, poi fortunatamente – ed anche grazie all’intervento dei medici del “Martiri del Villa Malta” – la situazione clinica è velocemente migliorata. Soprattutto si è ridotto, senza intervenire chirurgicamente, l’ematoma cranico che preoccupava lo staff sanitario. Confermata, infine, la tesi dei futili motivi alla base della violenta aggressione portata a termine.

arresto marocchino

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