Cattura volatili nel Parco del Vesuvio, nei guai bracconiere di 75 anni

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La tutela della fauna selvatica all’interno dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio rappresenta uno degli obiettivi primari del corpo Forestale dello Stato. L’impegno profuso dal Corpo forestale sta dando ottimi risultati, infatti la scorsa notte all’interno del Parco protetto, sul territorio Boscotrecase, si è provveduto ad un’operazione di controllo su vasta scala al fine di eliminare il fenomeno dell’uccellagione. L’attività, considerata una forma di bracconaggio si attua mediante l’impiego di dispositivi fissi, di diversa natura o tipologia, atti a catturare indiscriminatamente varie specie di volatili, al fine di rendere più facile la cattura delle prede si possono usare dei richiami sonori registrati oppure addirittura vivi.

In quest’ultimo caso gli animali vengono generalmente chiusi in piccole gabbie per favorirne il canto. Nell’operazione coordinata dal vicequestore aggiunto, Antonio Lamberti, con la collaborazione del comando stazione di Boscoreale e San Sebastiano al Vesuvio è stato denunciato N.M. di 75 anni che utilizzava per adescare gli ignari volatili, ed imprigionarli in una grande, rete sei quaglie chiuse in piccole gabbie unitamente a richiami sonori che si diffondevano nell’area di caccia attraverso sette altoparlanti ed un amplificatore professionale.

Il trasgressore denunciato a piede libero rischia fino ad un anno e sei mesi di reclusione in carcere o arresti domiciliare ed un’ammenda pecuniaria fino a 2.065 euro, oltre alla sanzione amministrativa prevista dal regolamento dell’Ente Nazionale Parco del Vesuvio.

braccon

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