«Cava Sari, falde acquifere avvelenate: subito la bonifica»

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Il Movimento 5 Stelle riporta Cava Sari nelle discussioni di Montecitorio con un’interrogazione parlamentare. Il documento è stato redatto dal deputato campano Luigi Gallo, ed è stato presentato al ministro dell’Ambiente Andrea Orlando. I “grillini” vogliono sapere se la discarica di Terzigno, attualmente chiusa e nelle mani della società Ecodeco, viene gestita correttamente. Chiedono inoltre, che vengano fatte delle indagini per conoscere lo stato di inquinamento dei terreni, delle acque, dell’aria, e vogliono che le aree contaminate vengano messe in sicurezza. «Le falde acquifere di Terzigno sono contaminate – scrivono i grillini nell’interrogazione – e che ciò è già noto al ministero dell’Ambiente».

A febbraio del 2011 infatti, la Direzione Generale per la tutela del territorio e delle risorse idriche del ministero dell’Ambiente ha chiesto ai gestori della discarica di mettere in sicurezza le falde acquifere contaminate, entro 20 giorni. Cava Sari si trova nel Parco Nazionale del Vesuvio ed è patrimonio dell’Unesco. Nel 2008 è stata identificata dal Governo come la sede “ideale” di una discarica. A maggio del 2011 ha chiuso, ma per legge resterà aperta fino a che non sarà definitivamente bonificata. Dal 2009 al 2011 ha ospitato rifiuti, fino al raggiungimento del limite consentito. La discarica si trova nel territorio di Terzigno, ma dista poco più di 200 metri dal centro abitato di Boscoreale.

Dalle analisi dell’Arpac del 2010 è emerso che cadmio, nichel, zinco, Pcb, aldrin, benzopirene sono entrati nei terreni, rischiando di compromettere irreversibilmente l’equilibrio della natura. Poche di queste sostanze sono attribuibili alla natura geomorfologica vulcanica, mentre la maggior parte hanno penetrato le falde acquifere a causa dei rifiuti. «Vale la pena ricordare i disastrosi effetti che queste sostanze possono avere sulla salute delle persone: patologie ai reni, ossa, sangue, disturbi della crescita, danni allo scheletro, carenze riproduttive, tumori al fegato, alla prostata e ai polmoni, disturbi permanenti se si è fortunati, altrimenti mortali», si legge nell’interrogazione. Gallo chiede che il ministero intervenga con «l’ausilio del Nucleo Operativo Ecologico che vigili e reprima le violazioni compiute a danno dell’ambiente».

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