Zona rossa Vesuvio: rientrano per intero Nola, Poggiomarino, Palma Campania e San Gennaro

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Sette nuovi Comuni inseriti nella “zona rossa” del Vesuvio: una notizia non nuovissima se non fosse per il fatto che le località interessate saranno evacuate per intero di fronte ad un’eruzione del vulcano partenopeo. Ad annunciarlo il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, che puntualizza: «Non abbiamo intenzione di “spezzettare” i territori, i nuovi Comuni coinvolti dal pericolo Vesuvio saranno oggetto delle nostre attenzioni secondo i confini amministrativi».

Insomma, un vero e proprio allarme non solo per quanto riguardo il caos fuga dal Napoletano, bensì anche per i piani di edificazione e per le prospettive di urbanizzazione di alcune porzioni di singoli Comuni che attualmente sono ancora considerati in fascia gialla. Le sette località coinvolte sono Nola, Palma Campania, Poggiomarino, San Gennaro Vesuviano, Scafati, Pomigliano D’Arco e la Sesta Municipalità di Napoli (Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio). Sino alle ultime affermazioni del numero uno della Protezione civile, infatti, il messaggio era stato diverso. Soltanto una parte delle aree diventate “zona rossa” erano da evacuare preventivamente, adesso invece il piano di fuga dovrà coinvolgere l’intera popolazione.

I Comuni della zona rossa sono ora 25, restano infatti in pericolo quelli storici: Somma Vesuviana, Torre Del Greco, Terzigno, Ottaviano, Ercolano, Sant’Anastasia, San Giuseppe Vesuviano, Pompei, Torre Annunziata, Boscoreale, Pollena Trocchia, Boscotrecase, Trecase, Portici, San Giorgio a Cremano, Cercola, San Sebastiano al  Vesuvio e Massa di Somma. Si allarga, dunque, l’area che potrebbe essere invasa dai flussi piroclastici e l’area ad elevato rischio crolli delle coperture degli edifici.

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