Operai cinesi a nero e ridotti in semischiavitù, imprenditore denunciato

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I carabinieri della stazione locale, insieme ai colleghi del nucleo operativo del Gruppo Tutela lavoro di Napoli, hanno scoperto un opificio in cui una decina di operai cinesi lavoravano in condizioni di semi-schiavismo oltre che a nero. Il blitz è avvenuto durante un’operazione di accertamenti e controlli in alcuni piccoli stabilimenti di Terzigno.

Il proprietario dell’opificio, un imprenditore cinese, è stato denunciato in stato di libertà: il 51enne gestiva una ditta per il confezionamento di abiti che aveva ammesso al lavoro nell’azienda 10 lavoratori “a nero”, tre dei quali clandestini e che lavoravano per oltre dodici ore al giorno secondo le testimonianze raccolte dalle forze dell’ordine.

L’azienda è stata sequestrata e nella circostanza è stata disposta la sospensione dell’attività imprenditoriale. Inoltre sono state contestate 65 violazioni amministrative per riscontrate carenze in materia di sicurezza sul lavoro e per impiego di manodopera “a nero” per un valore di 366mila euro.


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