A Striano con Pino Aprile per dire…mai più terroni

5

Come negli anni precedenti anche per il 2013 la Pro Loco di Striano si è impegnata  nella realizzazione di percorsi culturali nell’ambito  del paese,  quale ente per eccellenza per la promozione turistica e culturale sul territorio.

Quest’anno promuoverà  l’evento di “Stringiamoci a Corte”, una kermesse culturale articolata in quattro date (5-9-19 e 25 luglio) incentrata sulla partecipazione di personaggi illustri che affronteranno diverse tematiche,  dalla rappresentazione teatrale ,alla presentazione di libri e poesie. La prima tappa, quella  del 5 luglio, si è svolta presso i giardini pubblici di Via Risorgimento a Striano. Ha ospitato la presentazione del nuovo libro dello scrittore e giornalista pugliese Pino Aprile dal titolo “Mai più terroni” che affronta l’annosa questione meridionale da un punto di vista  completamente diverso.

L’autore dà una sua lettura in chiave contemporanea della “questione meridionale” che definisce come la disparità più forte e palese tra due parti, tra due aree di uno stesso Paese.  Da un lato Pino Aprile, evidenzia, senza enfasi campanilistica, il divario socio-economico tra Settentrione e Meridione d’Italia, creato a suo avviso ad arte.  «Essere terroni  –  dice  –  è una forma di disagio, di sofferenza e di minorità costruita di proposito da una parte del Paese per tenere l’altra in inferiorità».  Per suffragare tale tesi l’autore pugliese porta l’esempio della Germania post Muro di Berlino, dapprima un paese diviso per anni dalla Guerra Fredda, scopertosi profondamente diverso alla caduta del Muro, ma «riunificato in un ventennio, con gli investimenti economici destinati all’Est, la zona più debole,  secondo una volontà egualitaria e unitaria e con  sacrifici accettati e condivisi  da ambo le parti».  Un processo che ahinoi, dopo le note vicende garibaldesche e non garibaldine (Pino Aprile marca più volte quest’accezione terminologica n.d.r.) per l’Italia non è mai avvenuto. Il Meridione è diventato la colonia, terra di conquista, del resto del Paese secondo il modello copiato dalla Gran Bretagna.  Aprile parla della Lucania, la regione d’Italia più ricca di risorse naturali (gas e petrolio) ma anche la più povera (senza un aeroporto, una stazione, un’autostrada), quasi del tutto isolata. Colonie che – sottolinea l’autore- sono state generate dall’economia industriale.

Oggi invece siamo in piena “rivoluzione informatica”, dove le generazioni di padri e figli non comunicano più secondo vecchi schemi. «I nostri figli – dice Aprile – appartengono al mondo virtuale 2.0, al dominio @democrat, dove si annullano il tempo e lo spazio ed essi organizzano la loro vita in un mondo nel quale non si può essere più discriminati secondo una divisione geografica Nord-Sud. Aprile afferma -il Sud del Mondo sta salvando il resto del Pianeta».  L’ India, diviso in caste impenetrabili, è il paese simbolo di questa rivoluzione digitale con i suoi informatici e ingegneri premiati e richiesti ovunque. Il Ghana registra da anni il Pil con maggiore crescita. Non è un caso che il migliore Politecnico italiano si trovi a Bari e 1/3 dei brevetti esportati provenga dal Sud Italia. I giovani meridionali sono in gamba, vogliono restare nella loro terra e dimostrare che anche da un paesino sperduto si può essere partecipi vincenti di un mondo globale, senza spazio e senza tempo, essere alla pari con i loro concorrenti.

DSCN1020


SHARE