Verso il PUC, Gasparrini: «Rigenerare il patrimonio edilizio esistente»

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C’è una politica che comunica con i cittadini, che li ascolta e li incontra cercando di avvicinarli alle istituzioni e allo stesso tempo migliorare l’azione politico-amministrativa attraverso scelte partecipate ed approfondendo osservazioni di rilievo territoriale. E’ questa la prima grande novità del processo di costruzione del Piano Urbanistico Comunale, portato avanti dal Comune di Poggiomarino garantendo la partecipazione, la collaborazione ed il coinvolgimento di tutti i soggetti pubblici e privati.
La risposta della cittadinanza è stata positiva, vista la notevole partecipazione registrata giovedì 20 giugno presso il centro civico polivalente di via XXV Aprile, in occasione della prima consultazione per raccogliere contributi utili alla formazione del preliminare di PUC, con la presentazione, da parte degli addetti ai lavori, del documento metodologico, degli obiettivi strategici prioritari e del processo di costruzione del PUC.
Dopo i saluti e le introduzioni del sindaco Leo Annunziata, del vicesindaco e assessore all’urbanistica Giuseppe Annunziata, del responsabile settore lavori pubblici, ingegner Alessandro Nappo, sono intervenuti: Carlo Gasparrini, responsabile scientifico per la redazione del PUC, Maria Cerreta e Pasquale De Toro, consulenti valutazione ambientale strategica e Claudio Troisi, consulente per la mobilità e infrastrutture di trasporto.
Dati Istat alla mano, il professor Gasparrini ha spiegato come a Poggiomarino l’indice di affollamento è «ridotto rispetto a quello, previsto dalla Regione, di 1 abitante per vano». Per il professore quindi, dal punto di vista residenziale, «la situazione non ha una domanda abitativa emergente, al di là di quelle che possono essere le sacche di degrado e le situazioni di criticità. Se vogliamo innalzare la qualità della città dobbiamo quindi lavorare più sul punto di vista commercial-terziario e sul punto di vista produttivo, attraverso operazioni discrete e puntuali. Penso quindi ad una rigenerazione diffusa del patrimonio edilizio, che passi non attraverso un incremento del consumo di suolo, ma introducendo qualità e premialità per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, l’uso dei migliori materiali , la sicurezza antisismica ed il contrasto agli eventi vulcanici. Il futuro dell’intera Italia è quello di rigenerare il patrimonio edilizio esistente».
Tre i punti fondamentali del programma, racchiusi nei concetti di città-snodo innovativa ed esclusiva, città ecologica ed identitaria e città abitabile e sostenibile. Obiettivi ambiziosi da raggiungere combinando strategie di accessibilità, sviluppo compatibile, valorizzazione storica ed ambientale, di ridisegno insediativo e di qualificazione urbana.
Il vicesindaco Giuseppe Annunziata ha tenuto a ringraziare, a nome dell’amministrazione, il dipartimento di progettazione urbana e di urbanistica della facoltà di Architettura della Federico II di Napoli per il lavoro svolto negli ultimi mesi: «Fin dall’inizio abbiamo ritenuto di dover affidare il futuro di questo paese nelle mani di persone che, lavorando con grande professionalità, esperienza e spirito di sacrificio, possano offrire alla nostra comunità qualcosa di grandioso. Questo paese, martoriato per così tanti anni, aveva bisogno in questo momento di provare a rinascere. Quelle sviluppate oggi sono solo le premesse di quello che sarà un lungo lavoro di grande partecipazione, sinergia e feedback tra associazioni, imprenditori, cittadini, amministrazione e l’università che sta lavorando a questo piano. Scriveva Raffaele La Capria che “cambiare la struttura urbanistica di una città equivale a cambiarne la morale”. Io credo che, lavorando insieme, riusciremo a farlo».
Il prossimo incontro è previsto a settembre, e per quell’occasione al professor Gasparrini piacerebbe, insieme alla cittadinanza, andare a vedere «alcune di quelle che sono le situazioni critiche più rilevanti che, come cittadini, ritenete che il piano debba affrontare».

 

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