Positive le prime sperimentazioni di cellule staminali sui malati di Sla

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«Siamo soddisfatti ed orgogliosi di aver mantenuto la promessa fatta ai nostri sostenitori, ai malati e alle loro famiglie, di avviare una sperimentazione di terapia cellulare sulla Sla».

Così Angelo Vescovi, responsabile scientifico dell’Associazione per la Ricerca sulle Malattie Neurodegenerative Neurothon e coordinatore dei test preliminari con le cellule staminali del sistema nervoso centrale nel trattamento della Sla, ha dato l’annuncio della conclusione positiva, dunque senza “effetti avversi”, dei primi esperimenti di trapianto di cellule staminali cerebrali su sei pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica.

«Il primo paziente – ricorda in un comunicato l’Associazione per la Ricerca sulle Malattie Neurodegenerative Neurothon – è stato trapiantato il 25 di giugno 2012 scorso e da lì, con cadenza all’incirca mensile, altri 6 pazienti sono stati assoggettati allo stesso trattamento, che ha previsto, in questa prima fase, iniezioni nella zona lombare (bassa) del midollo spinale».

«La prima fase della sperimentazione – aggiunge la nota – si è conclusa con il trattamento del sesto paziente avvenuto il 22 marzo 2013. Al termine dell’ultima sessione operatoria si è proceduto alla trasmissione di tutti i dati clinici disponibili all’Istituto SUPERIORE DI SANITÀ e all’Agenzia italiana del farmaco. Siamo lieti di annunciare che, in data 16 maggio, entrambi gli istituti hanno autorizzato l’avvio della seconda fase della sperimentazione, che prevede il trapianto in zone più alte del midollo spinale, cioè in regione cervicale».

Comincia ora dunque il reclutamento dei pazienti candidati a ricevere un’infusione di cellule staminali in zona cervicale del midollo.

Il progetto di ricerca prevede l’impiego di cellule staminali dal sistema nervoso centrale isolate da tessuto fetale abortivo o, quando possibile, da materiale adulto di derivazione bioptica/autoptica, per il trattamento delle  malattie neurodegenerative, tra cui la sclerosi laterale amiotrofica.

«Le cellule staminali neurali – spiega l’associazione Neurothon – possiedono caratteristiche che le rendono particolarmente adatte al loro utilizzo in clinica. Non sono tumorigeniche e soprattutto sono in grado di originare le tre principali popolazioni cellulari del sistema nervoso centrale, ovvero i neuroni (le cellule “pensanti” che trasmettono i segnali nervosi), gli oligodendrociti (che, come veri e propri “guaine isolanti” avvolgono le terminazioni nervose permettendo la trasmissione dei segnali elettrici) e gli astrociti (che supportano i neuroni, li “alimentano” e li “disintossicano”)».

Le cellule, una volta prelevate e isolate, vengono dunque moltiplicate in laboratorio e successivamente iniettate nel midollo spinale nella speranza che possano riparare il tessuto nervoso danneggiato dalla malattia.

I test eseguiti finora hanno dimostrato la loro sicurezza. Ora, occorrerà verificarne l’efficacia.

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