Fiera Vesuviana, Giugliano risponde a Donato Alfani

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È arrivata la risposta del professore Aniello Giugliano (Presidente del comitato fiera) nei confronti della Pro Loco e in particolare del suo presidente Donato Alfani che aveva lanciato idee e proposte volte a dare linfa e vitalità in maniera efficace alla kermesse settembrina che “sembra essere diventata un mercato prolungato di una settimana, una passeggiata da fare per osservare oggetti e incontrare qualche conoscente per scambiare due chiacchiere, un vero e proprio localismo”.

Di recente abbiamo incontrato il professore Aniello Giugliano, da sempre nel mondo fieristico e per tutto quel che riguarda la sua organizzazione, in merito a sopra citate dichiarazioni afferma quanto segue: «Il buon Donato Alfani, come arrivano questi tempi, e con essi la buona stagione, svegliandosi di soprassalto dal letargo invernale, non manca mai di farsi vivo con qualche bordata contro l’organizzazione della Fiera Vesuviana, assumendo nelle sue esternazioni un tono alquanto pontificale e spargendo qua e là, in modo disorganico e generico, vaghe idee assunte da altrui esperienze senza la necessaria storicizzazione del fenomeno e senza analizzare le caratteristiche precipue del nostro massimo evento settembrino.  Lo scorso anno ci accusò di non essere all’altezza del compito, quest’anno ci va più leggero! Lo sento molto ambizioso e ciò non guasta!»

«Possiamo assicurare il nostro interlocutore e quanti hanno a cuore l’Evento – continua – che il Comitato Fiera, nel suo complesso sin dallo scorso ottobre si è impegnato a delineare l’indirizzo programmatico per la 400° edizione della Fiera Vesuviana. Infatti, già sul numero di novembre 2012 del periodico Obiettivo Campania sapori e tradizioni, ampiamente distribuito, venivano prospettate le linee per l’organizzazione della Fiera 2013. Evidentemente l’amico Donato Alfani, preso dai suoi alti impegni manageriali, non ha avuto la possibilità di leggere o ha sottovalutato quanto scritto in quel periodico, reputando il tutto uno sfogo di parole, flatus vocis di baconiana memoria. In realtà a quelle ipotesi di lavoro sono seguite vere e proprie azioni, messe in atto da vari componenti dei settori organizzativi del Comitato Fiera, come ad esempio la trasferta alla Fieracavalli Veronese o agli incontri presso le strutture regionali altamente qualificate in ambito agroalimentare, come l’Università di Portici, o allacciando relazioni con organizzazioni commerciali che ci auguriamo proficui per la prossima edizione della manifestazione fieristica; né è mancata una presenza abbastanza assidua nella comunicazione attraverso la partecipazione a trasmissioni televisive o tramite la Reteper mantenere viva l’attenzione e aggiornare costantemente gli interessati».

«È vero – prosegue – tuttavia, che ancora oggi il Comitato non dispone della agognata e promessa sede, per cui è costretto a svolgere le riunioni e gli incontri anche con ospiti esterni, nella pubblica piazza, davanti a qualche bar o chiosco cittadino, o al meglio presso la sede di qualche Associazione aderente al Comitato Fiera. Ultima a morire è la speranza di ottenere quanto promesso nella delibera Consiliare istitutiva del Comitato, nel lontano 1999, che prevedeva la messa a disposizione del Comitato di una sede idonea con i servizi necessari, in modo da poter alleggerire anche l’impegno di natura economica che, attualmente, grava sui componenti attivi del Comitato, tutti volontari. Lì avrebbero sede, oltre al Comitato per le sue riunioni e per gli incontri organizzativi a livello comprensoriale, anche le varie associazioni che collaborano all’evento; lì troverebbe allocazione un archivio storico della Fiera e un deposito dei materiali di pregio che annualmente vengono preparati  per essere poi gettati alle ortiche, dato che tutti per evitare eventuali accuse di appropriazione indebita evitano di accoglierli presso strutture private».

Dopo aver descritto e analizzato le caratteristiche fondamentali del tanto atteso evento Settembrino che si appresta a celebrare la sua edizione numero quattrocento  passando in rassegna alla storicità del medesimo, il professore Giugliano entra nello specifico delle sue dichiarazioni di risposta ad Alfani e afferma: «La prima accusa di “localismo”, di chiusura nella cerchia muraria cittadina, dimostra che il nostro interlocutore è stato assente dalla nostra cittadina nello scorso settembre, per cui non ebbe modo di assistere all’Evento 2012. Sia la partecipazione di un pubblico vastissimo, stimato in 300.000 visitatori, sia la presenza di una vasta rete organizzativa,  sono stati riscontrati ed apprezzati dalla gran parte dei Sangennaresi, eccetto da quelli che per interesse o per mestiere devono negare ad ogni costo anche l’evidenza. Né il dato sulla qualità dell’evento può essere denigrato da accuse generiche e considerazioni di sufficienza o supponenza da chi non ha dato nessuna dimostrazione di capacità organizzativa di manifestazioni di qualità in nessun campo. Non possono esser denigrate manifestazioni di alto livello organizzate da associazioni senza scopo di lucro, costituite da volontari che lavorano senza percepire prebende o gettoni di nessun genere: Vesuvianbook ha interessato e coinvolto le più importanti associazioni culturali del territorio e notevoli personalità del mondo della cultura; il settore enogastronomico ha visto la partecipazione di istituzioni, professionisti  e organizzazioni associative del settore con risultati eccellenti; il settore equestre ha conseguito tali risultati positivi a livello organizzativo e rappresentativo da essere coinvolto in processi di altissimi livelli selettivi della più qualificata kermesse del settore a livello europeo; il settore artigianale ha evidenziato potenzialità insperate cola partecipazione di tanti operatori qualificati. Noi modestamente e semplicemente affermiamo che la Fiera del nulla che era diventata è oggi assurta di nuovo al ruolo storico di principale Evento dell’Area Vesuviana, con buona pace di tanti operatori locali che se ne stanno a guardare o a tirare sassi. Basterebbero le  tre o quattro aziende legate al territorio a far assurgere la Fiera a livello nazionale o internazionale. L’assetto organizzativo e funzionale del Comitato Fiera è l’approdo di un processo trentennale determinato da disposizioni dell’autorità preposta; nella fattispecie due atti fondamentali ne regolano l’organizzazione ed il funzionamento: la Deliberazione n. 22/99del ConsiglioComunale e la Deliberazione n. 99/202 della Commissione Straordinaria. Da tali atti non si può né si deve prescindere partendo dal presupposto che la Fiera Vesuviana è una istituzione del Comune che ha voluto creare il Comitato Fiera Vesuviana, un ente strumentale autonomo ma regolato, determinandone Costituzione, Norme Statuarie, Composizione, Direzione, Funzionamento, e nello stesso tempo mettendo a disposizione dello stesso Comitato le strutture e i servizi necessari al suo funzionamento, oltre ad un budget limitato, da amministrare con parsimonia ed oculatezza, escludendo, comunque, la possibilità di erogare prebende ai suoi componenti».

Tra le varie proposte di miglioramento della kermesse settembrina avanzate da Alfani, figura quella di sostenere la formazione di manager professionisti che possono apportare contributi notevoli sotto tutti i punti di vista.

«Relativamente alla gestione, il Comitato, per Statuto è formato da volontari e non persegue scopo di lucro. Ci chiediamo, accogliendo l’istanza avanzata da Donato, intorno alla nomina di un manager:  con quali fondi dovrebbero essere compensate le figure manageriali? Chi poi offrirebbe più il suo impegno gratis sapendo altri sono pagati? Il Comune, e noi condividiamo fino in fondo la scelta, con tali atti ha inteso ribadire e preservare per il futuro la natura pubblica della Fiera Vesuviana affidando ad un ente strumentale le scelte strategiche ed organizzative da compiere e attuare in piena autonomia gestionale, ma con obbligo di rendicontazione. Altre organizzazioni fieristiche hanno compiuto scelte diverse, ma non avevano esse 400 anni di storia fatta anche di controversie giurisdizionali per preservare la natura pubblica e franca della Fiera Vesuviana.In tale direzione va anche il Protocollo d’Intesa sottoscritto da 24 Comuni del Comprensorio e dalla Provincia di Napoli, a cui va garantita una idonea partecipazione attraverso la partecipazione agli eventi e all’organizzazione del Comitato medesimo», afferma ancora Giugliano.

Conclude rispondendo all’ennesima proposta dell’Associazione pro loco che intendeva arricchire e valorizzare la fiera vesuviana con l’innesto di numerosi eventi espositivi durante   tutto l’arco dell’anno anche a favorire sbocchi occupazionali per giovani in cerca di lavoro.

«In merito alla possibilità di ospitare altri eventi espositivi  da realizzare nel corso dell’anno, per gemmazione da settori della fiera che via via andranno assumendo complessità organizzativa e rilevanza qualificativa, il Comitato concorda pienamente che una tale prospettiva sarebbe auspicabile, ma bisogna attualmente considerare che la Fiera trova ospitalità nell’ambito di una struttura scolastica che persegue compiti formativi ben diversi e non meno nobili di quelli della Fiera. La messa a disposizione di tutto se stesso da parte dell’Istituto Caravaggio non deve pregiudicare il ruolo altamente formativo dell’istituzione scolastica. Tale problematica fu compresa sia dalle Civiche Amministrazioni succedutesi nel tempo sia dalla stessa Commissione straordinaria, le quali previdero ed individuarono nell’ambito del P.R.G. un’area da destinare a Quartiere Fieristico; la precedete amministrazione avanzò anche richiesta di congruo finanziamento alla Regione Campania, quella attuale ha inserito la realizzazione del quartiere fieristico negli atti di programmazione amministrativa. Speriamo che il percorso sia breve ed efficace. Solo allora sarà possibile pensare a nuovi appuntamenti espositivi da tenere nel corso dell’anno, a meno che non si pensi ad una nuova delocalizzazione, in area comunale permanentemente disponibile,  da utilizzare per l’organizzazione di innumerevoli eventi. Intanto bisogna pensare all’evento di quest’anno che deve esser straordinario e deve coinvolgere tutti coloro che con modestia, semplicità, disinteresse mettono a disposizione del proprio paese le competenze e la volontà di collaborare. Anche il caro Donato Alfani e la sua Pro Loco sono invitati ad esprimersi al meglio».

400 FIERA


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