Terzigno invasa da manifesti

2

terzigno-600x440

Dopo la sentenza emessa nei confronti del primo cittadino di Terzigno, Domenico Auricchio, condannato dal Tribunale di Nola a quattordici mesi di reclusione e interdizione dai pubblici uffici con sospensione della pena per cinque anni, inizia una bagarre di manifesti negli spazi comunali adibiti.
Andiamo con ordine. Il sindaco Auricchio assunse, nel 2009, il nipote Pasquale nel suo staff, con un contratto a tempo determinato. Gli fu accusato il reato di abuso d’ufficio, in quanto, il regolamento comunale non prevede incarichi affidati a parenti fino al quarto grado. Dopo la sentenza, il manifesto del Partito Democratico, a firma del capogruppo avv. Vincenzo Aquino, non si è fatto attendere.
Un manifesto di protesta, dal titolo forte “NON SIAMO CONDANNATI” con la speranza che Terzigno si dia una svegliata e che ci sia una sterzata, (questo in sintesi il contenuto del manifesto).  Dopo quarantotto ore esatte, replica il PdL, con un manifesto a firma del coordinatore cittadino Serafino Ambrosio che in sintesi spiega che il sindaco avrebbe compiuto “un’ingenua e involontaria disattenzione”, ma ecco il colpo di scena, dopo ventiquattro ore un nuovo manifesto, ancora a firma di Serafino Ambrosio, che prende le distanze dal precedente.
Il coordinatore cittadino rileva la sua solidarietà al sindaco Auricchio, ma si estranea completamente dal vecchio manifesto. Qualcuno ha agito di propria iniziativa, abusando del nome di Ambrosio, sicuramente la querelle andrà avanti, e il prossimo consiglio comunale, che si terrà il 24 maggio, si annuncia “caldo” causa vecchie diatribe dei giorni scorsi.


SHARE