Politiche sociali ed assistenza ai diversamente abili: le proposte dei candidati

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L’incontro “Abili e Differenti” promosso dal Gruppo Volontario Disabili di Somma Vesuviana, cui hanno partecipato i candidati a sindaco tranne Paola Raia, ha offerto nuovi spunti e sostanziali differenze programmatiche in virtù delle elezioni di domenica e lunedì prossimi. Nicola Ardolino, ha presentato i candidati, mentre Salvatore Esposito ha fatto da moderatore presentando ai quattro competitors le tre domande a cui rispondere.

Si è parlato, innanzitutto, di priorità: quali sono le prime due del vostro programma? Il sindaco uscente parla di due centri polifunzionali da realizzare: uno a Palazzo San Domenico, l’altro nei pressi del vecchio palazzo Inps, che rientrerebbe nel progetto Esperia e fungerebbe da centro ludico, da poliambulatorio e da centro accoglienza per le mamme. Auriemma punta su una città che sia comunità inclusiva: occorrono processi di formazione. Somma, per Auriemma, soffre di due grosse emergenze: quella del lavoro e quella sociale. Riguardo la prima, ripropone il microcredito e lo sfruttamento di risorse produttive; per il sociale parla di un Comune che diventi “leader” di politiche sociali: occorre, in tal senso, abbattere barriere che vivono da millenni. Metodio aggiunge alle emergenze denunciate da Auriemma, quella della sfera democratica. Propone, per il lavoro, uno sportello per la disoccupazione, ideare al meglio i P.I.P., l’istituzione di un piano commercio; mentre per il sociale, critica la mancanza di un palazzetto dello sport e di un centro dove fare musica e cultura. Per Pasquale Piccolo urge immediatezza: “Parliamo di cose che devono essere fatte immediatamente” ha detto l’avvocato. Rilancia, poi, il tema della scuola e degli sportelli preferenziali: bisogna pensare, per Piccolo, alle risorse economiche disponibili.WP_000213

Come affrontare il rapporto democratico con la cittadinanza, in tema di rappresentanza politica? Allocca, che dice di essersi fatto sul campo, rivendica il suo operato teso ad allontanare la camorra da Palazzo Torino: la confisca del bene donato al Forum dei giovani, per il sindaco, ne è una prova. Per Auriemma si assiste, anche a Somma, ad un fenomeno sociale di forte frammentazione: i partiti si manifestano come potere, e di conseguenza emerge solo decadenza. “Urge trasparenza degli atti amministrativi, – tuona Auriemma – vogliamo sapere i grandi appalti a chi vengono affidati e secondo quali criteri”. Metodio sconfiggerebbe la crisi democratica con la partecipazione attiva: non più deleghe in bianco, bisogna avvicinare i cittadini alle istituzioni, che sono diventate autoreferenziali. Poi critica la vecchia amministrazione, parlando del cottimo fiduciario e delle società esterne che operano a discapito, secondo Metodio, dei cittadini. Piccolo ritiene chi i partiti debbano ritornare a funzionare: bisogna puntare su punti d’incontro e creare associazioni per assicurare un’alta partecipazione cittadina alla cosa pubblica. Ritorna poi, sul decentramento dei poteri, altro punto del suo programma.

Il Gruppo Volontario Disabili, poi, propone ai candidati, tre punti: la persona disabile al centro del piano urbanistico, un piano di adozione per chi soffre di disabilità, un comitato cittadino di lotta all’evasione sociale. Allocca, forse ironicamente, si paragona ai missionari che operano in Africa o in Asia, e la frase scaturisce non pochi mugugni, misti a risa di perplessità, da parte della platea. Il sindaco uscente, dopo aver parlato, lascia la sala col disappunto dei presenti, inclusi i conferenzieri. Auriemma propone un piano strategico per la città: così nasce l’idea del futuro. “Guardare la città con gli occhi dei bambini – ha detto – significa tanto bisogno di possibilità: una città di tutti e senza barriere”. Lorenzo Metodio, invece, afferma: “Bisogna liberare le politiche sociali dalle politiche del consenso. Si deve valorizzare quello che già c’è: analizzare i bisogni reali e coinvolgere”. Riguardo ai disabili, poi, denuncia i marciapiedi di via Pigno, stretti e non facilmente agibili per un diversamente abile. Propone “Somma non spreca”, un protocollo d’intesa per evitare sprechi del genere alimentare, la “Bottega dei mestieri” e richiama in causa “I nonni civici” che desidererebbe far ritornare. Per i disabili, Pasquale Piccolo, ha già previsto delle attuazioni: abbattimento delle barriere architettoniche, potenziamento di assistenza, accoglienza ed altri interventi.

Infine Salvatore Esposito, propone ai candidati di assumere nel primo consiglio comunale utile il decalogo di Libera come protocollo al regolamento delle pubblica assise. Tutti e tre si dimostrano entusiasti, e precisano che nei propri programmi ci sono tante cose in comune con il decalogo in questione. Da Piccolo parte la proposta di sottoscriverlo immediatamente, ed Auriemma e Metodio sono d’accordo con lui (foto). Un altro dibattito, di certo meno animato di quello precedente ma utile e producente, catapulta la campagna elettorale nelle sue battute finali.