M5S cerca di far luce sulle problematiche legate alle antenne telefoniche

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Il termine “elettrosmog” sta a significare inquinamento elettrico, magnetico ed elettromagnetico derivante in genere da radiazioni non ionizzanti, quindi nell’intervallo che copre frequenze da zero Hz (o campi statici), passando per le bassissime frequenze e arrivando alla luce visibile (laser e luce incoerente). Comprendono quelle prodotte dai radar, anche civili e da diporto, dalle infrastrutture di telecomunicazioni come la radiodiffusione e la telediffusione (per le emittenti radiofoniche e televisive), ponti radio, reti per telefonia cellulare, dagli stessi telefoni cellulari, dagli apparati wireless utilizzati soprattutto in ambito informatico (campi elettromagnetici ad alta frequenza) e dalle infrastrutture di trasporto dell’energia elettrica tramite cavi elettrici percorsi da correnti alternate di forte intensità come gli elettrodotti della rete elettrica di distribuzione (campi elettromagnetici a bassa frequenza).

Negli ultimi mesi, l’argomento sopra e citato e speriamo ben spiegato, ha interessato le forze politiche presenti sul territorio di San Giuseppe Vesuviano con la ormai famigerata antenna per la telefonia mobile sita in via Trieste e Trento. A seguito della recente installazione della predetta antenna, alcuni membri del Consiglio Comunale di Opposizione hanno cominciato ad approntare una giusta protesta onde sensibilizzare l’opinione pubblica circa un problema cosi grave come appunto: l’elettrosmog. Ora, fin qui, nulla da eccepire per la commendevole azione compiuta dal gruppo in questione, ma nessuno, a quanto pare, possiede l’esclusiva per quanto concerne avere a cuore le sorti del paese e cosi, infatti, un’altra associazione (meglio chiamarlo Movimento5Stelle) ha provato a comprendere un po’ le dinamiche del suddetto problema a livello comunale.

Grazie alla richiesta approntata da questi ultimi (prot.0010301 del 29/03/2013), nella quale si chiedeva al Comune una mappa o una documentazione equivalente relativa alla dislocazione sul territorio di San Giuseppe Vesuviano delle antenne, ripetitori e stazioni radio per telefonia mobile, siamo arrivati a scoprire una triste realtà, ovverosia che lo stesso Comune non ha nessuna risposta da dare alle domande addotte in quanto “ad oggi non esiste una mappatura definitiva delle SRB (Stazioni Radio Base) esistenti. L’Amministrazione Comunale, dopo aver provveduto a regolamentare le istallazioni, ha dato mandato a questi uffici (Ambiente, Energia e Manutenzione) di procedere ad una zonizzazione e alla conseguente localizzazione delle SRB suddette in aree non residenziali” (in risposta alla nota sopraccitata, prot. 0013805 del 08/05/2013).

A completare la commedia da teatro dell’assurdo di Beckett, l’attenzione delle predette forze politiche d’opposizione permane in maniera quasi miope se non (a pensar male) colpevole su quell’unica antenna in via Trieste e Trento. Tra convegni d’esperti, articoli e petizioni approntate, nulla si disse, né a quanto pare sembra si voglia dire, sulle altre antenne e sul mistero di quante ce ne sono e soprattutto di dove siano ubicate.(Perché?) In merito a tale paradosso, gli attivisti del Movimento 5 Stelle di San Giuseppe Vesuviano, lungi dal voler polemizzare con chi sta trattando un problema rovinoso come questo e condividendo l’intenzione di ridurre tale inquinamento elettromagnetico, intendono, con questo volantino, informare correttamente la cittadinanza su quali siano le attuali allarmanti condizioni del nostro Comune sullo scottante tema delle antenne di telefonia mobile. Inoltre, è bene che tutti sappiano che il Governo Monti (sostenuto da PDL, PD ed altri), con il comma 8 dell’art.14 del decreto legislativo “ Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 19/10/2012, ha ridimensionato l’efficacia del Valore di Attenzione e dell’Obiettivo di Qualità stabiliti dal Decreto Ministeriale 381 del settembre del 1998 e dal DPCM del 08/07/2003 per proteggere la popolazione dall’esposizione dai campi elettromagnetici in tutti i luoghi con permanenza umana non inferiore a 4 ore giornaliere e nei luoghi all’aperto intensamente frequentati, palesando un grave disinteresse per la salute dei cittadini italiani.

M5S