Auriemma: “Ecco i nostri progetti”

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Nel corso del confronto fra candidati sindaco della città di Somma Vesuviana sono emersi con chiarezza i progetti di Giuseppe Auriemma e della coalizione che lo sostiene (Pd, Somma Attiva, Centro Democratico). A cominciare dalla prospettiva che si ha della città da un punto di vista economico.  “Le vocazioni dei territori in genere e dei singoli comuni in particolare sono state già individuate nelle linee guida degli strumenti sovracomunali”, ha spiegato Auriemma, “quali P.T.R. (piano territoriale regionale), P.T.C.P. (piano territoriale di coordinamento provinciale) e P.S.O. (piano strategico operativo). A noi non resta che assecondarle al massimo moderatamente integrarle, ma di sicuro non sovvertirle pena la mancata approvazione dei nostri piani.

Il Comune di Somma Vesuviana rientra tra i 18, oggi 24,  comuni della “zona rossa” e pertanto in piena zona a rischio vulcanico. Per quanto ci riguarda, quindi, noi potremmo al massimo, alla vocazione turistica prevista, aggiungere la parola “culturale”, forse anche “archeologica” e forzando un po’ “enogastronomica” e su questi punti incentreremo le nostre iniziative programmatiche”. Senza dimenticare l’imprenditoria locale. “Per “arginare l’esodo dell’imprenditoria autoctona” necessita in primis approvare subito un “Piano per insediamenti produttivi”, un P.I.P., che manca da oltre 30 anni. Le società che se ne sono andate lo hanno fatto perché non avevano il suolo dove investire e realizzare il proprio opificio.

Allo stato in Comune sembra esistere un progetto di massima di P.I.P., non ancora definito per gli aspetti economici non approvato in consiglio comunale e che, una volta corretto anche in base ai molteplici ricorsi che risultano essere stati presentati, deve subito iniziare il suo iter procedurale nei tempi più brevi possibili. Contestualmente necessita affrontare la discussione per la redazione del “Nuovo Piano Urbanistico Comunale”, il P.u.c., quale unico indispensabile strumento per definire indirizzi, strategie, visioni, in sintesi ciò che vorremmo fosse la nostra città. Nel frattempo, in attesa delle adozioni e successive approvazioni di P.i.p. e P.u.c. bisogna assistere le imprese “autoctone” nelle loro necessità, magari creare le condizioni per delocalizzarle, e non certo vantarsi di averle chiuse (quelle compatibili con le nostre norme vigenti) aiutandole al superamento delle difficoltà e delle lungaggini burocratiche che nonostante il tanto decantato ed attuato “S.U.A.P.” (sportello unico per le attività produttive) continuano a persistere.

Attuare politiche incentivanti possibili applicando sgravi fiscali comunali per le imprese che investono, rinnovano e principalmente assumono giovani, mediante riduzioni premianti di aliquote di Imu e Tarsu e costi di concessioni ed autorizzazioni allo stato notevolmente gravosi”. Riguardo poi la scelta dell’esecutivo “nel rispetto dei dettami e nello spirito della legge elettorale per le elezioni amministrative”, ha concluso Auriemma, “certo non tra i congiunti del recalcitrante consigliere di turno come spesso è avvenuto. Il sindaco viene eletto dal popolo e sceglie i suoi collaboratori “esperti” nei vari settori e forma la giunta ossia il “governo della città”, sentiti, se volete, i partner della coalizione con cui si è presentato alla competizione elettorale. La giunta quale governo della città, insieme con il sindaco attua le deliberazioni comunali. La politica si ferma a piano terra di palazzo Torino, a primi e secondo piano si lavora per la collettività”. In ultimo una domanda rivolta dai giornalisti presenti al confronto, ha dato l’occasione per parlare di eventuali alleanze in vista del ballottaggio.

Mentre Auriemma ha detto chiaramente di guardare al centrosinistra e quindi al progetto di Lorenzo Metodio, quest’ultimo ha detto di allearsi “soltanto” con la gente. Una domanda che ha fatto emergere, ancora una volta, nella risposta di Lorenzo Metodio una sorta di pregiudiziale a volere veramente un dialogo costruttivo e programmatico con le forze di centro sinistra per il bene superiore della città che, per sua stessa ammissione, ha bisogno di una svolta radicale e storica. “Il bene di Somma va oltre i tatticismi e le visioni particolari”, ha concluso Auriemma, “che hanno diviso, finora, le forze del cambiamento rappresentate dal centrosinistra in questa città”.

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