Ritorna il Premio Angrisano. Lucia Stefanelli Cervelli: “Il Teatro come formazione”

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Ritorna il Premio Nazionale Teatrale Franco Angrisano, istituzionalizzato dal Comune di Sant’Anastasia dal 2002. Questa mattina, nell’ Aula Consiliare di Palazzo Siano è avvenuta la Conferenza stampa che ha presentato i nuovi bandi per la partecipazione. Erano presenti, oltre al Direttore Artistico Carmine Giordano, la Prof. Lucia Stefanelli Cervelli, presidente della commissione del premio, il sindaco di Sant’Anastasia Carmine Esposito, il dott. Luigi De Simone, la Dirigente Scolastica Maria Capone, la prof. Lucia Aiello del III Ist. Comprensivo, la prof. Adele Di Matteo del IV ed il prof. Franco Martinelli dell’Istituto Elsa Morante che ha accompagnato il suo allievo Gaetano, piccolo vincitore della scorsa edizione nella sezione relativa al testo teatrale.

Dopo la presentazione di Carmine Giordano che ha anticipato che quest’anno sono state invitate anche le scolaresche di altre regioni, la parola è passata alla prof. Lucia Stefanelli Cervelli, la quale si è soffermata sul valore antropologico del teatro. Per la Cervelli il teatro è un atto di scuola di democrazia, un vero e proprio corso di formazione, che non è autoreferenziale e che per questo deve rivolgersi ai più giovani. Ha poi, sottolineato l’importanza del “teatro di parola” in cui il protagonista sono le idee. Non si deve denigrare la forma teatrale popolare, ed in questo senso deve fare la sua parte anche la scuola, non soffermandosi sulla conoscenza canonica dei testi: quello che conta non è la storia ma lo stile.

Nella palestra democratica, che è il teatro, il valore della parola scenica entra in relazione con tutto ciò che gli sta intorno. Simpaticamente ha poi chiarito che la parola è come l’incarto della caramella, ma ci che conta veramente è il sapore, cioè la sua pregnanza comunicativa nell’ ambito della battuta. Ha poi concluso, delineando le varie sezioni nell’ambito del premio: quella sul disegno, sul testo di teatro e sul corto teatrale, soffermandosi sul fatto che ogni arte, prima di essere tale è artigianato.

Il piccolo Gaetano, vincitore del premio l’anno scorso, assieme al suo professore, Franco Martinelli, ha parlato della sua esperienza, manifestando tutto il suo entusiasmo. Martinelli si è soffermato sull’ importanza della mitologia e del simbolismo, pilastri del testo teatrale premiato l’anno scorso che si incentrava sulla morte del dio Pan.

Ha concluso il sindaco Carmine Esposito, che si è rammaricato dell’esigua presenza di giornalisti. L’informazione, per il primo cittadino anastasiano, deve WP_000182essere sempre attenta a queste tematiche e non limitarsi a polemizzare sulla politica e fare notizia, più che fare informazione.  L’esempio di Gaetano, per Esposito, è una testimonianza di quante possibilità si possano avere investendo nella cultura. Bisogna mettere in campo queste attività, che creano anche occasioni di occupazione e sviluppo. Ha poi concluso, mettendo in evidenza, il lavoro dell’amministrazione nel lanciare queste iniziative legate alla cultura.

La prof. Adele Di Matteo, ci ha espresso il suo entusiasmo: “Una normativa che risale al 1995, dice che l’attività teatrale è uno strumento pedagogico ottimo per far socializzare gli alunni e per fare gruppo, e per limitare il fenomeno dell’evasione scolastica”.

I lavori per partecipare al Premio Angrisano diviso in sezioni dovranno essere consegnati entro il prossimo Maggio (10 per le scritture teatrali e per il disegno, 15 per la prova di Attore) al Teatro Gregorio Rocco.