Pozzoromolo e la vicenda giudiziaria del 1780

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«Certo chi leggerà questo libro all’inizio incontrerà qualche difficoltà nel cogliere significati, ragioni e motivi di un’antica vertenza legale, soprattutto rispetto al ruolo e alle prerogative dei protagonisti. Poi col crescere della curiosità e del desiderio di chiarirsi le idee per la piena comprensione della vicenda ci si convincerà sempre più di trovarsi di fronte a un pezzo di storia che coinvolge persone e istituzioni oggi superate, ma sempre interessanti e vive, perché espressione di un passato considerato come condizione e premessa del nostro presente». Antonio Ferrara, presidente della Pro Loco Palma Campania, mi presenta così l’idea di dare alle stampe un singolare testo frutto della collaborazione sinergica di cinque cultori di storia locale: Giuseppe Allocca, Luigi Ambrosio, Tony Ferrara, Pasquale e Felice Marciano.

Si tratta di Palma Campania, il suffeudo di Pozzoromolo in un’allegazione del 1780, un volume che dà la possibilità di approfondire la conoscenza del passato ripercorrendo una vicenda giudiziaria, vecchia più di due secoli, che interessa i territori del Piano, della Cavallerizza, del Palazzo Aragonese e del fondo di Pozzoromolo, oggi cospicua parte del comune vesuviano.

«Ed è stata proprio questa considerazione, che oserei definire di opportunità culturale, il principale motivo di stimolo e sollecitazione per la Pro Loco a concorrere alla pubblicazione di questo scritto – spiega Ferrara  – che sarà presentato al pubblico venerdì 3 maggio, alle 18.30, al teatro comunale».

Insieme agli autori relazionerà il professor Ivan De Giulio, da decenni impegnato nella ricerca storica locale. A me il compito di introdurre e coordinare gli interventi inerenti il prezioso volume che, grazie all’entusiasmo degli amici studiosi con i quali condivido la passione per i trascorsi del territorio, ospita anche un mio scritto su Palazzo Aragonese.

L’evento è inserito ne Il Maggio dei Libri, la campagna nazionale promossa dal Centro per il libro e la lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali in collaborazione con l’Associazione Italiana Editori, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco.

Si partirà da un documento – riprodotto in versione anastatica –  datato 7 giugno 1780, il cui originale è conservato nella la Biblioteca comunale degli Intronati di Siena, una delle più antiche istituzioni culturali della Toscana.

Anticipo, di seguito, alcuni passaggi della prefazione di Antonio Ferrara utili a tracciare un quadro più definito dei contenuti del testo.

«Scorrendo le preziose pagine, redatte all’epoca dall’avvocato Domenico Perris interessato a che il territorio del Piano di Palma e il fondo di Pozzurummolo, usurpati alla Regia Corte fossero restituiti alla legittimità della Corona, ci si imbatte nei protagonisti storicamente determinati e istituzionalmente incorporati nella realtà socio-economica e storico-culturale di un preciso periodo, con la possibilità di scoprire ruoli di antiche famiglie che hanno fatto la storia del nostro paese e della cui esistenza e appartenenza alla nostra terra tanti, forse, hanno vaga e incerta consapevolezza».

«Proprio per rendere possibile una completa e approfondita conoscenza degli eventi e delle situazioni dell’epoca, l’Allegazione è corredata dalla rappresentazione degli stemmi delle famiglie e casate feudali citate, nonché delle carte del territorio, veri e propri rilievi topografici, il tutto messo a disposizione, nella sua integrità, dal lettore interessato e motivato. A lui intendiamo rivolgerci con la nostra pubblicazione, convinti di sostenere e alimentare il naturale desiderio di conoscenza che, proprio perché orientato a scoprire e a meglio comprendere le comuni origini, può legittimare e produrre il territorio e la comunità».

La presentazione del testo è firmata dal sindaco Vincenzo Carbone di cui riporto, in anteprima, qualche inciso.

«Quale occasione migliore e più propizia dell’Allegazione compresa tutta in questa opera  del resto si tratta della fedele riproduzione della copia originale  per gettare uno sguardo d’insieme sul nostro territorio, da secoli protagonista di una sua non comune storia di civiltà, di sviluppo e di progresso sociale».

«Anche se le scelte mutano nel tempo, col variare del contesto culturale e sociale, le loro conseguenze sono sempre attuali e radicate nel presente, fatta salva la volontaria conservazione e trasmissione delle memorie. E da queste, nel nostro caso, emergono le antiche casate feudali: dai Saluzzo di Corigliano agli Orsini, dai Caracciolo ai di Palma, dai della Tolfa ai Compagna, nonché parti del nostro territorio come il Piano di Palma con la Cavallerizza ordinata da Re Ferdinando I nel 1492 il feudo di Pozzorummolo (oggi Pozzoromolo), costituito nel 1175 in epoca Normanna, con gli altri denominati: Pozonati, Starza Novella, Tammarone, fino alle località comunemente indicate come: il Montetto, Barbariello, il castagneto detto Monte Majone, la Piana, il castagneto montuoso detto Puccianella e l’analogo detto il Castello, il Fusaro, il castagneto di Naurano».

I presenti saranno omaggiati di copia del testo. Quale migliore occasione di coinvolgere anche coloro che ancora non hanno scoperto il piacere della lettura. Vi aspettiamo il 3 maggio alle 18.30.

Pasquale Iorio >>> © riproduzione riservata

foto rubrica nuova


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