Il Parlamento visto da un sindaco. Leo: «se non pensano a governare l’Italia a cosa pensano?»

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Leo


La domanda – benché banale – va comunque posta: di cosa s’interessano i nostri rappresentanti al parlamento?
Dalle scorse elezioni sono passati mesi e, colpa sicuramente di un clima poco primaverile, ne abbiamo viste e sentite di tutti i colori: dal governissimo a un esecutivo di minoranza, di scopo o del presidente, un parlamento che funzioni indipendentemente dall’istituzione del governo, occupazioni simboliche in nome e per conto della Costituzione. Peccato: a nessuno è venuto in mente di resuscitare le nostrane convergenze parallele. Certo, si dirà: non esistono più gli uomini di una volta! In verità neanche le donne di un tempo e le mezze stagioni.
Ma, torniamo al punto iniziale: se non pensano a governare l’Italia a cosa pensano?
Indicono manifestazioni, sprecano parole ma, di assumersi responsabilmente il compito loro assegnatogli non se ne parla proprio. La situazione è complessa – dicono. Certo che lo è: il declino economico del sistema Italia non è una formula ma un fatto con cui si confronta drammaticamente la maggior parte dei cittadini. Ma loro no. Loro si perdono nel mare magnum delle alternative, dei possibili sbocchi, delle formule inclusive e esclusive, condannando tutti noi all’inazione o, al massimo, alla discussione virtuale sul niente.
In questo Grillo è stato un maestro: assistiamo al trionfo della virtualità. Sterile come tutte le cose che avvengono tramite web.
Ora però il loro pensare è tutto concentrato sulla scelta del prossimo presidente della Repubblica. La fantasia si spreca: a chi indice consultazioni sul portale corrispondono le più prosaiche consultazioni. E tra hacker e dinieghi nulla ancora è deciso. Si andrà avanti per un altro po’ per poi tornare a discutere di come non governare il Paese.
Inutili i moniti di Confindustria e del Sindacato, inutili le tragedie di chi perde il lavoro, inutili gli ultimi sforzi di Napolitano.
Restano, però, alcuni punti fermi che almeno sono il tangibile sintomo del lo loro pensare: la divisione in correnti del PD, i falchi e le colombe del PDL, Scelta Civica…non pervenuta, e quella tizia che vuole spedire Napolitano ai giardinetti.
Come si vede è tutto un lambiccarsi a cercare di risolvere i problemi del nostro Paese.

*Sindaco di Poggiomarino

 


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