Un patrimonio da scoprire

0

terzigno-600x440
Che cosa significa la parola “terzigno”? I nostri antenati ci hanno tramandato di generazione in generazione che il nome del nostro paese deriva da ter-ignis: terra tre volte bruciata dal fuoco del Vesuvio, alcuni studiosi invece, ci dicono che l’etimologia della parola è riconducibile a Tertium Miliarum, che significa tre miglia, quelle tre miglia che ci dividono dalla città di Pompei.
Adesso vi starete chiedendo cosa c’entra o che cosa ha in comune la città mariana e la cittadina vesuviana? Innanzitutto reperti archeologici, per proseguire con la passione per il buon vino. Andiamo in ordine, nel 1992, furono portate alla luce, da una profondità di venti metri, delle domus cui furono attribuiti i seguenti nomi: Villa 1, Villa 2, Villa 6. Un valore enorme, un patrimonio inestimabile per la nostra cittadina, una testimonianza archeologica del passato che potrebbe essere studiata dalle generazioni presenti. Tutti questi ritrovamenti sono avvenuti nella Cava Ranieri, poco distante dal centro storico di Terzigno. Alla luce vennero delle aziende agricole o fattorie, dove con ogni probabilità si produceva il VESVINUM VINUM, sigla che si legge su moltissime anfore ritrovate in Pompei, e un portico a pilastri fornito di torchio a leva, una vasca rettangolare per la raccolta del mosto, sette scheletri, e delle tegole. Sapete cosa è rimasto di tutto questo? Niente … e purtroppo non sappiamo spiegarci il motivo, sul terreno della Cava è possibile vedere solo dei frammenti di muro, dei resti del pavimento, ma andiamo con ordine e spieghiamo perché nessuno si è occupato di tutto questo patrimonio. La sovrintendenza archeologica della città mariana, bandì una gara per lo scavo e la società che si aggiudicò la gara fu la “Caccavo srl”, quella stessa ditta che fini in tribunale per quel famoso restauro, mal fatto del Teatro Grande di Pompei. Da allora non abbiamo più notizie, sappiamo soltanto che dal 1985 la cava è stata sottoposta a vincolo archeologico e la stessa villa di cui parlavamo prima è stata parzialmente rinterrata nel 2011 per tutela. Per onore di cronaca dobbiamo ricordare un fattore importante: la Cava Ranieri è stata al centro di polemica, infatti, nel periodo del 2001, furono portate centinaia di eco balle e nel proseguimento degli anni è stata indicata come possibile posto per il versamento dei rifiuti. Al momento è meglio non trarre nessuna conclusione, siamo in attesa di conoscere il parere di un esperto e vi forniremo delle utili indicazioni, fermo restando che vorremmo delle linee guida anche da parte dell’amministrazione comunale che fino ad oggi, non ha fornito nessuna indicazione.


SHARE